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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 674/2023 del 11/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per i reati richiamati (artt. 319, 2° comma, 110 e 321 c.p.), con riguardo a presunte promesse e dazioni di denaro e altre utilita al fine di ottenere l'assegnazione e la gestione di immobili e servizi della casa di riposo 'Antonietta Aldisio'. Il ricorrente deduceva, tra l'altro, che i trasferimenti erano semplici contratti di locazione e non concessioni/affidamenti gestionali, che molte delle utilita sarebbero riferibili ad altre persone (in particolare a Santina Bennici) e che mancava un rapporto sinallagmatico certo tra le richieste del pubblico ufficiale e le presunte dazioni

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse: la misura cautelare impugnata era stata nel frattempo annullata dal Tribunale del riesame (escludendosi le esigenze cautelari), per cui non sussiste un interesse attuale e concreto del ricorrente a ottenere un provvedimento piu favorevole. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui l'impugnazione di misure cautelari revocate e non custodiali e' inammissibile, salvo che il ricorrente chieda e manifesti l'intento di ottenere la riparazione per ingiusta detenzione (caso tipico di misure custodiali). Conseguentemente il ricorrente e' condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen., 2° comma

    Richiamato dal Tribunale in relazione alle promesse e dazioni rivolte a pubblici ufficiali per ottenere un atto contrario ai doveri d'ufficio; la Corte di Cassazione non ha esaminato il merito della qualificazione del reato in quanto ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto d'interesse

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la configurazione del concorso di persone nel reato contestato; il Tribunale aveva ritenuto la responsabilita' in concorso del ricorrente con altri

  • art. 321 cod. pen.

    Richiamato nel capo di imputazione; la sentenza di cassazione non entra nel merito della applicazione della norma, limitandosi a dichiarare l'inammissibilita' per difetto d'interesse

  • Giurisprudenza consolidata sul difetto di interesse ad impugnare

    Cass. Sez.5, n. 2747 del 24/01/2022; Cass. Sez.6, n. 48583 del 15/10/2019

    Principio secondo cui il ricorso e' ammissibile solo se sussiste un interesse immediato, concreto e attuale a conseguire un risultato piu' favorevole; se la misura cautelare impugnata e' stata revocata nelle more e non e' custodiale, manca l'interesse e il ricorso e' inammissibile salvo che il ricorrente dichiari di voler ottenere la riparazione per ingiusta detenzione

Massime di principio

  • Se la misura cautelare impugnata viene revocata o annullata nelle more, il ricorso per cassazione puo' essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse salvo che il ricorrente abbia un interesse concreto e attuale (es. richiesta di riparazione per ingiusta detenzione in caso di misure custodiali).
  • La persistenza della gravita' indiziaria, pur rilevante sul piano sostanziale, non basta a mantenere l'interesse all'impugnazione se la misura cautelare e' stata eliminata e non e' custodiale.
  • Per avere successo nel contestare la gravita' indiziaria e la qualificazione delle condotte occorre proporre elementi nuovi o far valere profili che incidano direttamente sull'esistenza di un pregiudizio attuale derivante dal provvedimento impugnato.
  • Nelle contestazioni relative alla natura giuridica di rapporti (es. locazione con vincolo versus concessione di gestione), e' importante distinguere gli effetti civilistici dall'eventuale rilevanza penale: non ogni contratto tra ente pubblico e societa' privata configura automaticamente l'affidamento di servizi suscettibile di costituire oggetto di delitto corruttivo, ma la valutazione spetta al giudice in base agli elementi istruttori.
  • Quando si deduce l'estraneita' di uno dei coimputati a rapporti con il pubblico ufficiale, e' necessario documentare la reale assenza di rapporti diretti e ogni elemento che abbatta il nesso sinallagmatico tra la richiesta del pubblico ufficiale e la presunta dazione.
  • In presenza di misure non custodiali (obblighi di presentazione, interdittive, ecc.) la possibilita' di impugnare dopo la loro revoca e' piu' limitata rispetto alle misure custodiali; chi intende ottenere una tutela anche dopo la revoca deve manifestare esplicitamente l'interesse risarcitorio quando previsto.

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