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Sentenza

Sentenza n. 630/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'annullamento - del silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di accesso agli atti dell’attuale ricorrente; E PER L’ACCERTAMENTO del diritto della Ricorrente ad accedere ai verbali redatti dalla Commissione giudicatrice Dipartimento Didattica della Musica per l’individuazione del destinatario di contratto di collaborazione per l’insegnamento di didattica del canto corale di cui al decreto 1882/2025, come richiesto con l’istanza di accesso in data 11 novembre 2025; - di ogni altro atto e/o documento relativo, anche di estremi ignoti all’istante.

Giustizia amministrativa202600027

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di accesso ai verbali della commissione giudicatrice e agli ulteriori documenti relativi alla procedura per l’individuazione del destinatario di un contratto di collaborazione

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (candidata)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto, ai sensi dell’art. 116 c.p.a., domanda di annullamento del silenzio-rigetto e di accertamento del diritto di accesso ai verbali redatti dalla commissione giudicatrice del Dipartimento di Didattica della Musica, relativi alla procedura per l’individuazione del destinatario di un contratto di collaborazione per l’insegnamento di didattica del canto corale, nonché agli ulteriori atti e documenti relativi. Ha dedotto censure di violazione di legge ed eccesso di potere. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, sostenendo che il legittimato fosse il solo Ministero dell’Università e della Ricerca.

La decisione

Nel corso del giudizio l’amministrazione ha consentito l’accesso a tutta la documentazione richiesta, sebbene soltanto dopo la proposizione del ricorso. Il Tribunale ha ritenuto che tale sopravvenienza avesse integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale della ricorrente e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Ha inoltre estromesso dal giudizio il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ritenendolo privo di legittimazione passiva, e ha posto solidalmente a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Conservatorio le spese di lite, poiché l’ostensione era avvenuta successivamente alla proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in 2.000 euro, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    Disciplina l’azione avverso il diniego, espresso o tacito, di accesso ai documenti amministrativi.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, il provvedimento sopravvenuto soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il diniego o il silenzio-rigetto sull’istanza di accesso, l’ostensione integrale della documentazione richiesta intervenuta dopo la proposizione del ricorso determina la cessazione della materia del contendere, quando soddisfa pienamente la pretesa sostanziale dedotta in giudizio.
  • Quando l’amministrazione soddisfa la domanda di accesso soltanto dopo la proposizione del ricorso, la sopravvenuta soddisfazione della pretesa non esclude la possibilità di porre le spese di lite a carico dell’amministrazione che ha dato causa al giudizio.
  • La legittimazione passiva nel giudizio in materia di accesso spetta all’amministrazione che detiene la documentazione richiesta; l’amministrazione estranea alla detenzione e al procedimento di ostensione deve essere estromessa dal giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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