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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30729/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la conferma della condanna per tentato furto pluriaggravato. Tre motivi: 1) nullità del decreto di giudizio immediato e mancata notifica dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p., poiché l'azione penale avrebbe dovuto svolgersi con citazione diretta a giudizio; 2) illegittimità e abnormità del decreto di giudizio immediato emesso dal GIP per una fattispecie che richiederebbe citazione diretta; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e dell'attenuante per risarcimento del danno, nonostante la parte offesa avesse dichiarato di essere soddisfatta della somma ricevuta

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il Collegio ha ritenuto infondati i motivi: ha applicato il criterio del pregiudizio effettivo per le invalidità procedurali, osservando che il ricorrente era stato interrogato e aveva potuto chiedere un rito alternativo (messa alla prova); ha confermato che il sindacato sul decreto che dispone il giudizio immediato è limitato, poiché tale decreto chiude una fase endoprocessuale e non è sindacabile dal giudice del dibattimento; ha ritenuto che il risarcimento eventualmente effettuato non fosse tempestivo né sufficiente, e che la personalità e le misure cautelari nei confronti dell'imputato impedivano il riconoscimento delle attenuanti generiche. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato (anche alle spese processuali)

Norme richiamate

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    La mancata ricezione dell'avviso di conclusione delle indagini non determina automaticamente nullità piena: occorre valutare il pregiudizio effettivo subito dall'imputato. Se l'imputato è stato interrogato e ha potuto proporre riti alternativi, il vizio può considerarsi non decisivo

  • art. 185 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle nullità formali: la corte ha applicato il criterio di offensività processuale per valutare l'effettiva incidenza della violazione

  • art. 550, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferito in relazione ai motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto che il vizio dedotto non abbia comportato pregiudizio per l'esito del giudizio

  • art. 33-sexies cod. proc. pen.

    La difesa invocava un'analogia applicabile al giudice per le indagini preliminari per ottenere la rimessione degli atti al PM; la Corte ha escluso utilità pratica di tale rimessione e ha ribadito la chiusura della fase endoprocessuale con il decreto di giudizio immediato

  • art. 453 cod. proc. pen.

    Richiamato nel quadro delle norme sui riti e sulle formalità procedurali; la corte ha ritenuto non sussistente un vulnus tale da invalidare il procedimento

  • art. 455 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai profili di legittimità del decreto di giudizio immediato; non ha determinato annullamento del provvedimento impugnato

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c) cod. proc. pen.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione: il tribunale ha ritenuto infondati sia i motivi per violazione di legge sia quelli per inosservanza delle norme processuali

  • art. 62, comma 1, n. 4) cod. pen.

    Riferito nel contesto delle circostanze attenuanti: la Corte ha valutato negativamente il riconoscimento delle attenuanti generiche alla luce della personalità dell'imputato e della gravità della condotta

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato in ordine alla valutazione delle circostanze attenuanti specifiche; la Corte non ha riconosciuto l'attenuante per il risarcimento tardivo

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti e sull'individuazione della pena: la Corte ha motivato la decisione di non riconoscere attenuanti alla luce della condotta e della personalità dell'imputato

  • art. 168-bis cod. pen. (messa alla prova)

    Il ricorrente aveva optato per la messa alla prova e non per il rito abbreviato; la Corte ha ritenuto che la scelta del rito di messa alla prova non determini automaticamente la sanatoria di vizi relativi al decreto di giudizio immediato, ma va valutata alla luce dell'effettiva partecipazione e delle garanzie ricevute dall'imputato

  • art. 111 Cost.

    Richiamata in relazione al principio di speditezza e ragionevole durata del processo; il sistema privilegia la non regressione del procedimento

Massime di principio

  • La nullità di atti processuali non è automatica: occorre dimostrare il pregiudizio effettivo subito dall'imputato (criterio di offensività processuale)
  • Il giudice per le indagini preliminari ha il ruolo di valutare la sussistenza dei presupposti per il giudizio immediato; una volta emesso, il decreto che dispone il giudizio immediato segna la chiusura della fase endoprocessuale e non è sindacabile dal giudice del dibattimento salvo profili di grave vizio e concreto pregiudizio
  • La scelta di un rito speciale (ad es. rito abbreviato) in alcuni casi può avere effetti sananti su vizi procedurali, ma non sempre la scelta di altri riti alternativi (ad es. messa alla prova) produce la stessa conseguenza; va sempre verificata l'effettiva perdita o meno di garanzie difensive
  • La prova del risarcimento del danno è rilevante per le attenuanti ma deve essere tempestiva e idonea; il pagamento tardivo o simbolico non garantisce automaticamente il riconoscimento dell'attenuante
  • La valutazione delle circostanze attenuanti generiche è complessiva e dipende dalla personalità dell'imputato e da eventuali altre misure cautelari o precedenti, nonché dalla gravità della condotta

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