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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05603/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (agente)

La controversia

Una società agente aveva proposto opposizione allo stato passivo di un fallimento, contestando l’ammissione solo di un modesto credito per F.I.R.R. compensato con un ingente controcredito della preponente per campionario non restituito, e chiedendo il riconoscimento di ulteriori poste: differenze provvigionali, provvigioni su merce ordinata ma non integralmente consegnata, F.I.R.R. su tali differenze, indennità sostitutiva del preavviso e indennità suppletiva di clientela. Il Tribunale aveva rigettato l’opposizione ritenendo provato il controcredito della preponente, escludendo le indennità per effetto del fallimento della preponente e negando le provvigioni per difetto di prova degli ordini accettati e per la clausola contrattuale che prevedeva il rifiuto degli ordini non comunicato entro 90 giorni. Con il ricorso per cassazione l’agente ha dedotto: 1) carenza di motivazione sulla pretesa assenza di valore del campionario; 2) violazione di legge e vizio motivazionale sulla ritenuta mancata proposizione della domanda di risoluzione per inadempimento del preponente e sulla disciplina degli effetti del fallimento; 3) violazione degli artt. 72 e 78 l. fall., dell’art. 1741 c.c. e degli AEC, sostenendo che il fallimento del preponente non determinasse automaticamente lo scioglimento del contratto di agenzia e che dovesse applicarsi la sospensione ex art. 72 l. fall., con possibile ammissione delle indennità; 4) censure in tema di deposito telematico/cartaceo, esibizione documentale, prova testimoniale e riparto dell’onere della prova sulle provvigioni.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili o infondate le censure primo, secondo e quarto motivo; ha invece accolto il terzo motivo. In particolare ha affermato che, in caso di fallimento del preponente, al contratto di agenzia pendente si applica la regola generale di sospensione di cui all’art. 72 l. fall. e non l’art. 78 l. fall.; non è quindi corretto ritenere automatico lo scioglimento del rapporto per causa non imputabile al preponente. Da ciò discende che, ove il rapporto si sciolga secondo la disciplina corretta, i crediti per indennità sostitutiva del preavviso e suppletiva di clientela possono essere ammessi al passivo, trattandosi di indennità e non di crediti retributivi o risarcitori. Il decreto del Tribunale di Venezia è stato quindi cassato con rinvio al medesimo Tribunale, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c.

    richiamato come parametro del vizio di motivazione dedotto, ma la censura è stata ritenuta inammissibile per difetto di specificità o infondata

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato insieme all’art. 132 c.p.c. per contestare la motivazione del decreto impugnato

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    indicato come norma di ricorso per cassazione invocata per nullità della motivazione o del provvedimento

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    richiamato per dedurre violazioni di legge sostanziale e processuale

  • art. 1453 c.c.

    invocato dalla ricorrente per sostenere la risoluzione del contratto per inadempimento del preponente

  • art. 1455 c.c.

    richiamato in relazione alla gravità dell’inadempimento dedotto

  • art. 72 l. fall.

    la Corte ne afferma l’applicabilità al contratto di agenzia pendente in caso di fallimento del preponente, come regola di sospensione

  • art. 78 l. fall.

    ritenuto non applicabile al contratto di agenzia per analogia, poiché disciplina lo scioglimento del mandato e non del rapporto di agenzia, che ha caratteri distintivi propri

  • art. 1741 c.c.

    richiamato in relazione alla disciplina dell’agenzia e al rapporto con le indennità e gli obblighi di informazione

  • art. 9 AEC 10/7/2014

    citato dalla ricorrente tra le fonti regolatrici del rapporto di agenzia e delle indennità

  • art. 10 AEC 10/7/2014

    citato dalla ricorrente tra le fonti regolatrici del rapporto di agenzia e delle indennità

  • art. 20/3/2002 AEC

    citato dalla ricorrente tra le fonti regolatrici del rapporto di agenzia e delle indennità

  • art. 16-bis d.l. 179/2012

    il deposito non telematico è autorizzabile solo se i sistemi informatici del dominio giustizia non sono funzionanti; il comma 9 riguarda l’ordine di deposito cartaceo di copie di atti e documenti già depositati telematicamente

  • art. 363 c.p.c.

    richiamato nel motivo relativo alla produzione documentale e alla rimessione in termini

  • art. 153, comma 2, c.p.c.

    richiamato per la richiesta di rimessione in termini, respinta perché proposta tardivamente e comunque priva di un impedimento assoluto non imputabile

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per lamentare omessa pronuncia/violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato

  • art. 61 c.p.c.

    richiamato nel motivo relativo alla prova e alle esibizioni documentali

  • art. 210 c.p.c.

    la Corte ribadisce che l’ordine di esibizione può essere disposto solo se la parte dimostra l’interesse concreto e la non altrimenti acquisibilità della prova

  • art. 99, n. 4 l. fall.

    richiamato nel motivo sull’onere probatorio e sull’istanza di esibizione nel procedimento di verifica del passivo

  • art. 24 Cost.

    richiamato a sostegno della domanda di accesso alle informazioni e alla documentazione contabile

  • art. 1749, comma 3, c.c.

    richiamato per il diritto dell’agente a ottenere le informazioni necessarie alla verifica delle provvigioni, ma subordinato alla prova dei fatti costitutivi del credito

  • artt. 244 e ss. c.p.c.

    invocati con riferimento alla richiesta di ammissione della prova testimoniale, poi ritenuta inammissibile

  • art. 2697 c.c.

    richiamato per il riparto dell’onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla provvigione

  • art. 115 c.p.c.

    citato nel motivo relativo alla valutazione delle prove e alla prova testimoniale

  • art. 183, comma 7 c.p.c.

    citato nel motivo relativo all’ammissione delle prove orali

  • art. 6 AEC 10/7/2014

    richiamato per sostenere che l’onere della prova della mancata esecuzione per causa imputabile all’agente incombeva sulla preponente

Massime di principio

  • Nel caso di fallimento del preponente, il contratto di agenzia pendente non è automaticamente attratto alla disciplina dello scioglimento prevista per il mandato: si applica la regola generale della sospensione di cui all’art. 72 l. fall., salvo le conseguenze che discendano dall’eventuale scioglimento secondo tale disciplina.
  • Le indennità sostitutiva del preavviso e suppletiva di clientela, quando maturano in relazione allo scioglimento del rapporto di agenzia, hanno natura indennitaria e possono essere ammesse al passivo del fallimento del preponente se il rapporto si scioglie nella forma prevista dalla legge fallimentare.
  • Chi ricorre per cassazione per vizio di motivazione deve indicare con precisione il contenuto della questione decisa e i passaggi rilevanti degli atti processuali; la censura è inammissibile se non è specifica o se non si confronta con la ratio decidendi effettiva.
  • L’istanza di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c. presuppone che la parte dimostri un interesse concreto e circostanziato, non surrogabile da richieste esplorative, e che indichi i diritti determinati o determinabili cui la documentazione è finalizzata.
  • L’agente che pretenda provvigioni deve provare i fatti costitutivi del diritto, e cioè la conclusione degli affari, la trasmissione degli ordini e il mancato pagamento per fatto imputabile al preponente; la mera allegazione di ordini o documenti unilateralmente formati non basta.
  • La rimessione in termini richiede un impedimento assoluto e non imputabile, causalmente determinante la decadenza, e va chiesta al giudice davanti al quale la decadenza si è verificata, non per la prima volta in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeAgenziaInadempimentoImpugnazioniProve
RamiFallimentare / Crisi d'impresaContrattiObbligazioniProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

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