Cassazione Penale, Sentenza n. 32607/2023 del 26/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna per furto (artt. 110, 624, 625 c.p.), articolando due censure: (1) violazione di legge per aver rifiutato la richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore (presentata tempestivamente per stato di gravidanza ai sensi dell'art. 420-ter c.p.p.), sostenendo che tale istanza debba essere equiparata a richiesta di trattazione orale dell'appello; (2) vizio di motivazione e richiesta di riqualificazione del fatto da furto consumato a tentato furto, in quanto la ricorrente sarebbe stata fermata prima della consumazione definitiva dell'appropriazione a seguito dell'intervento della vigilanza e dell'allarme antitaccheggio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato che l'istanza di rinvio per legittimo impedimento equivalga automaticamente a una richiesta di trattazione orale: la volontà di trattazione orale deve essere esplicita, anche per esigenze organizzative e per la natura emergenziale delle disposizioni richiamate; la Corte ha comunque osservato la specificità della richiesta formulata per gravidanza ai sensi dell'art. 420-ter, comma 5-bis. Sul secondo motivo ha dichiarato il motivo inammissibile per difetto di specificità e confermato che, poiché le complici della ricorrente erano riuscite a impossessarsi definitivamente di altri beni nello stesso contesto temporale e spaziale, si realizza un unico reato consumato e non un tentativo. Ha altresì rilevato la presenza della querela e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
codice penale, art. 624
Norma sostanziale che disciplina il delitto di furto; la sentenza ha confermato la qualificazione del fatto come furto consumato in concorso (art. 110 c.p.)
codice penale, art. 625, primo comma, n. 2 e 7
Circostanze aggravanti contestate al reato di furto; utilizzate nella motivazione della Corte d'appello e confermate in cassazione
codice di procedura penale, art. 420-ter, comma 5
Prevede regole emergenziali per la trattazione orale dell'appello; la Corte ha ritenuto che la richiesta di rinvio per legittimo impedimento non sia automaticamente equipollente a una esplicita richiesta di trattazione orale
codice di procedura penale, art. 420-ter, comma 5-bis
Norma cui è stata ricondotta la richiesta di rinvio per lo stato di gravidanza del difensore; la Corte ha rilevato le particolari esigenze protettive connesse ma non ha ritenuto sufficiente l'equiparazione alla richiesta di trattazione orale
d.l. 137/2020, art. 23-bis
Norma emergenziale adottata per la pandemia che disciplina modalità e termini per la trattazione orale; la Corte ha sottolineato la necessità di un'interpretazione restrittiva/esplicita della volontà di trattazione orale in ragione della natura eccezionale della norma
codice di procedura penale, art. 616
Norma che disciplina la liquidazione delle spese processuali; applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese
Massime di principio
- Una istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore non può essere considerata automaticamente equivalente a una esplicita richiesta di trattazione orale: la volontà di trattazione orale deve essere manifestata chiaramente e rispettare i termini e le modalità previste dalla normativa emergenziale (art. 420-ter e art. 23-bis d.l. 137/2020).
- Se la richiesta di rinvio è formulata per motivi particolari (es. stato di gravidanza ai sensi del comma 5-bis), occorre comunque specificare e rispettare le procedure previste; la tutela procedurale non implica automatica conversione dell'istanza in domanda di trattazione orale.
- Sul piano sostanziale, il criterio per distinguere furto consumato da tentativo è l'effettiva, anche se temporanea, disponibilità autonoma della refurtiva da parte dell'agente: se in un identico contesto spazio-temporale alcuni soggetti riescono a impossessarsi definitivamente di beni, si può configurare un unico furto consumato anche se altri complici non completano l'appropriazione.
- In cassazione vige un rigoroso requisito di specificità nel merito dei motivi: eccezioni generiche o non confrontate con i rilievi decisivi della sentenza impugnata possono essere dichiarate inammissibili.
- Verificare sempre la presenza di querela o di imputazioni concorrenti e l'effettivo contributo di ciascun soggetto al fatto: la presenza di altri soggetti che completano l'appropriazione può determinare la consumazione del reato anche rispetto a chi è stato bloccato in un momento successivo.
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