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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39674/2024 del 29/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di appello di Milano che aveva riformato la condanna del Tribunale per tre episodi di cessione di cocaina (novembre 2017, località "Parco delle Grona"). Il Procuratore generale deduce vizi di motivazione, sostenendo che la Corte d'appello avrebbe operato un "overturning" fondato su una valutazione illogica, parziale e atomistica delle prove, in particolare contestando la valutazione sull'identificazione dell'imputato come utilizzatore delle due utenze mobili (numeri 324/8322653 e 388/4325528) e la correlazione tra messaggi intercettati e le cessioni contestate.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la Corte d'appello, pur ribaltando la decisione di primo grado, ha fornito una motivazione rafforzata e non manifestamente illogica: ha svolto una completa disamina del materiale probatorio, ha evidenziato l'assenza di prova certa della disponibilità dei telefoni riconducibili ad Agaj e ha indicato ragioni alternative plausibili (es. versione della vendita dell'autovettura) che determinano un ragionevole dubbio. La Cassazione ha richiamato il principio per cui la duplicità di ricostruzioni non integra automaticamente un vizio di motivazione se correttamente esaminata dal giudice di merito, e ha ribadito che, in appello, l'assoluzione richiede la non certezza della colpevolezza piuttosto che la prova dell'innocenza. Conseguenza pratica: confermata l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'appello; ricorso del Procuratore generale respinto.

Norme richiamate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    richiamato nel testo in relazione al sindacato della Corte di cassazione sulla motivazione

    L'introduzione nel disposto dell'art. 533 del principio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio" (per effetto della legge 20/02/2006, n.46) non ha mutato la natura del controllo di legittimità: la Cassazione verifica la correttezza e la logicità della motivazione, senza sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove.

  • Legge 20 febbraio 2006, n. 46

    introduzione del principio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio" nel codice di rito penale

    Ha precisato lo standard di prova per la condanna, ma la Corte di cassazione conserva un sindacato limitato in ordine alla motivazione del giudice di merito.

  • Sez. 4, n. 24439 del 16/06/2021, Frigerio c. Vollero

    citata nella motivazione impugnata

    Quando la Corte d'appello riforma una condanna in senso assolutorio deve fornire una motivazione rafforzata e dare puntuale ragione delle difformi conclusioni rispetto al primo giudice.

  • Sez. 1, n. 5517 del 30/11/2023, Lombardi

    Richiama i limiti del sindacato della Cassazione: la mera presentazione di una diversa lettura delle risultanze processuali non integra automaticamente un vizio di legittimità se il giudice di merito ha svolto una disamina.

  • Sez. 1, n. 20030 del 18/01/2024, Rossitto

    Il difetto di motivazione non può essere dedotto tramite una critica frammentaria: la motivazione va valutata nel suo insieme coerente e organico.

  • Sez. 1, n. 41738 del 19/10/2011, PmT in proc. Longo

    Elenca i requisiti della motivazione per resistere al controllo di cassazione: deve essere effettiva, non manifestamente illogica, non internamente contraddittoria e non incompatibile con altri atti del processo.

  • Sez. U, n. 6402 del 30/4/1997, Dessimone

    Ribadisce la riserva al giudice di merito nella valutazione delle prove; la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione del materiale probatorio.

  • Sez. 4, n. 14194 del 18/03/2021, Sisti Maroni c/ Morelli

    Stabilisce che, in appello, l'assoluzione non necessita di dimostrare l'innocenza ma solo la mancata certezza della colpevolezza; la motivazione della diversa valutazione può avere pari o minore plausibilità rispetto alla valutazione di primo grado.

  • Sez. 2, n. 36165 del 11/06/2024, Jinlog c. Nazir

    Conferma i principi sui criteri di verifica della motivazione da parte della Cassazione, richiamati nel provvedimento.

Massime di principio

  • La Corte d'appello può riformare una condanna in senso assolutorio se giunge a una diversa, plausibile valutazione del medesimo materiale probatorio; in tal caso deve fornire una motivazione "rafforzata" che spieghi le ragioni delle difformi conclusioni rispetto al primo giudice.
  • Il sindacato della Corte di cassazione sulla motivazione del giudice di merito riguarda la verifica della sua effettività, coerenza e non manifestà illogicità, non la riconsiderazione delle prove: non basta prospettare una diversa lettura dei fatti per ottenere l'annullamento.
  • Nel processo penale prevale il principio in dubio pro reo: se permane un ragionevole dubbio circa l'identificazione dell'autore o la disponibilità di elementi probatori essenziali (es. possesso di specifiche utenze telefoniche), l'assoluzione trova fondamento.
  • Per contestare con successo un'accusa basata su riscontri telefonici, occorre dimostrare non solo lo scambio di comunicazioni ma anche la disponibilità effettiva dei telefoni all'imputato e l'assenza di spiegazioni alternative plausibili.
  • Le critiche alla motivazione devono essere organiche e non frammentarie: il controllo di legittimità esamina la sentenza nel suo complesso, valutando la coerenza dei singoli passaggi all'interno del ragionamento globale.
  • L'assenza del difensore all'udienza per mera genericità o senza motivazione specifica del legittimo impedimento non giustifica necessariamente il rinvio della trattazione orale.

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