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Ordinanza

Ordinanza n. 13/2026 - Catania, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del ecreto di revoca nulla osta all'ingresso a motivo di lavoro subordinato

Giustizia amministrativa202502730

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero e datrice di lavoro)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Catania ha revocato il nulla osta all’ingresso rilasciato in favore del lavoratore straniero, su richiesta della datrice di lavoro. Il precedente ricorso contro il medesimo atto era stato dichiarato inammissibile per omessa notifica all’amministrazione regionale emanante. Il TAR ha ritenuto prima facie tempestivo il nuovo ricorso, poiché il termine per impugnare risultava ancora pendente, e ha rilevato la rituale costituzione dell’amministrazione regionale. In sede cautelare è stato dedotto, tra gli altri profili, il difetto di motivazione del provvedimento, fondato sulla formula secondo cui non sarebbe stata prodotta documentazione utile all’espletamento della pratica, senza precisare con sufficiente chiarezza le ragioni della revoca né le carenze documentali contestate.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame, rilevando il fumus boni iuris almeno con riferimento all’insufficienza della motivazione. La formula utilizzata nel provvedimento non consente di ricostruire con precisione le ragioni poste a fondamento della revoca; neppure la documentazione prodotta dalla difesa erariale ha chiarito adeguatamente il deficit di completezza dell’istanza. In bilanciamento degli interessi contrapposti, il giudice ha ordinato all’amministrazione di riesaminare la questione in contraddittorio con i ricorrenti, considerando la documentazione già prodotta in giudizio e quella ulteriore che le parti intendano sottoporre, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza. Le spese della fase cautelare sono state compensate. Il merito è stato fissato all’udienza pubblica del 22 ottobre 2026.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda è stata accolta ai fini del riesame dell’atto impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità dei ricorrenti a tutela dei loro diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, per disporre l’oscuramento delle generalità dei ricorrenti.

Massime di principio

  • In sede cautelare, sussiste il fumus boni iuris quando il provvedimento amministrativo si fonda su una formula generica relativa alla mancata produzione di documentazione, senza indicare con sufficiente precisione quali documenti manchino e perché tale carenza giustifichi la misura adottata.
  • La documentazione prodotta in giudizio dalla pubblica amministrazione non supera il deficit motivazionale dell’atto quando non consente comunque di ricostruire con chiarezza le ragioni concrete poste a fondamento del provvedimento.
  • Quando il vizio di motivazione può essere superato mediante una nuova valutazione amministrativa, la tutela cautelare può essere accordata ordinando il riesame della questione in contraddittorio con gli interessati, entro un termine assegnato dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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