Cassazione Penale, Sentenza n. 43631/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di liberazione condizionale. Il ricorrente deduce inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 176 cod. pen. e 16-nonies (comma 4) ritenendo che il Tribunale abbia sovrastimato la gravità dei reati e attribuito eccessivo rilievo alla mancata riparazione economica delle vittime, non valutando adeguatamente la collaborazione con la giustizia, il percorso lavorativo e le valutazioni positive degli organi di polizia e della Procura nazionale antimafia circa il ravvedimento.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale non manifestamente illogica: pur riconoscendo elementi positivi (collaborazione, comportamento trattamentale, attività lavorativa), ha valutato tali indici non sufficienti, allo stato, a garantire il 'sicuro ravvedimento' richiesto per la liberazione condizionale, specie alla luce dell'eccezionale caratura criminale del Di Emidio (pregressa serie di reati, compresi numerosi omicidi) e della scarsità delle iniziative riparatorie (sei donazioni per complessivi 300 euro e assenza di percorso risarcitorio verso le vittime). Condanna al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 176 cod. pen.
Stabilisce che la liberazione condizionale richiede il 'sicuro ravvedimento' e l'adempimento delle obbligazioni civili; la Corte ha richiamato che il mancato risarcimento è un indice rilevabile ma, per i collaboratori, non necessariamente decisivo.
art. 16-nonies (d.l. sulla collaborazione di giustizia)
Prevede disposizioni agevolative per i collaboratori di giustizia; la Corte afferma che tali agevolazioni possono riguardare limiti di ammissibilità ma non escludono la valutazione rigorosa del requisito del ravvedimento; nel giudizio vanno considerati indici sintomatici della collaborazione e del percorso rieducativo (ampiezza della collaborazione, rapporti familiari e con il personale giudiziario, attività lavorativa, ecc.).
Ordinamento penitenziario (1975) - principio generale
La liberazione condizionale è strumento finalizzato alla prosecuzione della pena in regime di libertà vigilata e richiede valutazione prognostica del ravvedimento basata sul comportamento durante l'esecuzione della pena.
Disposizioni procedurali (art. 616 c.p.p. citato per spese)
Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali; la Corte ha applicato la norma procedurale che disciplina la condanna alle spese in caso di rigetto.
Massime di principio
- Il 'sicuro ravvedimento' va valutato complessivamente sul comportamento concreto del condannato nel periodo di esecuzione della pena: non basta la buona condotta ordinaria, sono richiesti elementi attivi di rieducazione e riparazione.
- Per i collaboratori di giustizia la collaborazione e le valutazioni favorevoli sono indici importanti ma non eliminano l'onere di dimostrare un ravvedimento stabile e convincente; l'assenza di iniziative risarcitorie non è automaticamente decisiva, ma può essere un elemento negativo rilevante se le altre manifestazioni di ravvedimento sono deboli.
- La gravità e la rilevanza del pregresso grado criminale del richiedente richiedono una valutazione più rigorosa e approfondita del percorso rieducativo prima di concedere benefici come la liberazione condizionale.
- Il giudice di sorveglianza ha discrezionalità motivata: deve considerare relazioni degli organi osservativi senza esserne vincolato e motivare, in termini coerenti e penetranti, perché gli elementi positivi non bastano a garantire il ravvedimento.
- In pratica, per aumentare le probabilità di successo in casi analoghi è utile dimostrare un percorso trattamentale completo, iniziative concrete e rilevanti di riparazione verso le vittime, attività sociali/professionali significative e la durata/qualità della collaborazione con l'autorità giudiziaria.
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