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Sentenza

Sentenza n. 1078/2026 - Torino, Sezione 3

per l'annullamento - dell'ordinanza del Sindaco del Comune di Collegno n. 34 del 4 ottobre 2022 avente ad oggetto: “Aree site in Collegno individuate al catasto terreni al fg. n.4 particella 75, di proprietà della società Acaja s.r.l. nella persona dell'amministratore unico Sig. Molino Giorgio Maria - sgombero e rimozione rifiuti (art. 192 c.3 d.lgs 152/2006 e s.m.i.)”; - di ogni altro atto antecedente, susseguente e/o, comunque, connesso a quello impugnato, anche se non conosciuto, ivi compresa la nota del Comune di Collegio prot. n. 53690/2022, del 12 agosto 2022, recante la comunicazione di avvio del procedimento e gli eventuali atti dell'istruttoria asseritamente svolti dalla Polizia locale di Collegno, non conosciuti.

Giustizia amministrativa202201223

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché nelle more del giudizio i rifiuti oggetto dell'ordinanza erano stati rimossi dalla proprietaria dell'area. Non sono stati esaminati i motivi di illegittimità dedotti contro l'ordinanza, essendo venuto meno l'interesse attuale alla decisione. Le spese di lite sono state compensate, conformemente alla richiesta concorde delle parti.

TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale di sgombero e rimozione di rifiuti presenti su un lotto di terreno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza sindacale adottata ai sensi dell'art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006, con la quale le era stato ordinato lo sgombero e la rimozione dei rifiuti presenti su un'area ubicata nel Comune di Collegno. Ha dedotto la violazione degli artt. 183 e 196 del d.lgs. n. 152/2006, l'eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, la violazione dell'art. 192 del medesimo decreto legislativo in relazione al principio chi inquina paga, il travisamento dei fatti e un ulteriore difetto di istruttoria, nonché la violazione e falsa applicazione dell'art. 192, comma 4, del d.lgs. n. 152/2006. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato che i rifiuti erano stati rimossi dalla proprietaria dell'area e ha chiesto la declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, con compensazione delle spese. Il Comune ha aderito alla richiesta di compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 192 d.lgs. 152/2006

    sgombero e rimozione rifiuti

    È la disposizione sulla quale era stata adottata l'ordinanza impugnata; il giudice non ne ha esaminato nel merito i presupposti applicativi.

  • art. 183 d.lgs. 152/2006

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro di legittimità dell'ordinanza, senza esame nel merito da parte del giudice.

  • art. 196 d.lgs. 152/2006

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro di legittimità dell'ordinanza, senza esame nel merito da parte del giudice.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio di annullamento, l'attività materiale oggetto dell'atto impugnato è integralmente eseguita da un soggetto interessato, sicché viene meno l'utilità concreta e attuale di una pronuncia, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame nel merito dei motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
  • Le spese di lite possono essere compensate quando entrambe le parti concordano espressamente sulla compensazione.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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