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Sentenza

Sentenza n. 8639/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del silenzio inadempimento dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato;

Giustizia amministrativa202601919

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione diplomatica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio formatosi sull'istanza diretta ad attivare il procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, a seguito della presentazione del ricorso, la sede diplomatica competente ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento amministrativo. Il ricorrente chiedeva una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'attivazione del procedimento da parte della sede diplomatica ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia di condanna dell'amministrazione a provvedere. Il giudice non ha esaminato nel merito la fondatezza della pretesa al rilascio del visto, limitandosi a rilevare la sopravvenuta carenza dell'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, proposta dal ricorrente per ottenere l'attivazione del procedimento relativo al visto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, per sopravvenuto difetto di interesse, non è più utile una pronuncia sulla domanda proposta.

  • art. 60 c.p.a.

    Richiamato per la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, l'attivazione del procedimento amministrativo da parte dell'amministrazione, intervenuta dopo la proposizione del ricorso, fa venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponga all'amministrazione di procedere e determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • L'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso non equivale alla definizione favorevole della domanda sostanziale, ma rende improcedibile la specifica azione diretta a contestare l'inerzia nell'avvio del procedimento.
  • La complessità dell'iter amministrativo e il rilevante numero di istanze gravanti sulla sede diplomatica possono costituire giusti motivi per compensare integralmente le spese di lite nel giudizio avverso il silenzio.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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