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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12349/2025 del 28/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino deducendo, in sostanza, un vizio di motivazione. La doglianza ruotava attorno all'assunto di non avere avuto consapevolezza della propria sottoposizione a misura cautelare, circostanza che, secondo la prospettazione difensiva, avrebbe dovuto incidere sulla valutazione della sua condotta. Ha inoltre censurato il diniego delle circostanze attenuanti generiche, contestando che il giudice di merito avesse valorizzato i precedenti penali senza un puntuale esame degli elementi favorevoli.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura sul vizio di motivazione fosse in realtà rivalutativa del merito e che, comunque, la questione prospettata integrasse un errore di diritto non scusabile, non deducibile come vizio di motivazione. Ha inoltre rilevato che la sentenza impugnata conteneva una risposta adeguata sulla consapevolezza dello stato detentivo e sulla mancata citazione nella domanda presentata personalmente. Quanto alle attenuanti generiche, ha reputato assorbente la valorizzazione dei precedenti a carico e ha richiamato il principio per cui la concessione o il diniego dell'art. 62-bis c.p. è giudizio di fatto insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione congrua e non contraddittoria. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 619, comma 1, c.p.p.

    consente di correggere, ove necessario, la motivazione quando la decisione in diritto sia comunque corretta

    La Corte richiama la norma per affermare che, se la decisione in diritto è corretta, eventuali imperfezioni motivazionali possono essere corrette senza che ciò integri un vizio di legittimità rilevante come motivo di ricorso.

  • art. 62-bis c.p.

    La concessione delle circostanze attenuanti generiche costituisce un giudizio di fatto rimesso al giudice di merito, sindacabile in cassazione solo in presenza di motivazione manifestamente illogica, contraddittoria o carente nei limiti del controllo di legittimità.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione non è configurabile quando la doglianza investe, in realtà, una questione giuridica: se la tesi è fondata, la censura corretta è violazione di legge; se è infondata, la sua reiezione non genera un autonomo vizio di legittimità.
  • La deduzione in cassazione di un errore di diritto non può essere veicolata come vizio di motivazione quando il giudice di merito abbia già fornito una risposta adeguata sul punto decisivo.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è espressione di un giudizio di fatto; è sufficiente che il giudice fondi la decisione su elementi preponderanti e la motivazione, se congrua e non contraddittoria, non è sindacabile in cassazione, neppure se non analizza singolarmente tutti i fattori favorevoli allegati dalla difesa.
  • L’inammissibilità del ricorso comporta, oltre alle spese, la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
  • Se la decisione di merito è corretta nel diritto, eventuali profili motivazionali marginali possono essere emendati senza incidere sulla tenuta della pronuncia di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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