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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39689/2023 del 29/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: (1) vizi di motivazione per l'attribuzione della qualifica di amministratore di fatto della AB2 s.r.l., con la censura che Belloni fosse solo socio e che le operazioni contestate fossero finanziamenti infragruppo non distrattivi; (2) errore nella determinazione della pena per continuazione: l'aumento di un anno sarebbe stato calcolato in violazione del limite del triplo previsto dall'art. 81 c.p., avendo i giudici considerato la pena complessiva già aumentata da pregresse sentenze; (3) vizi di motivazione per il diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili/infondati il primo e il terzo motivo (confermando che la qualificazione di amministratore di fatto e la qualificazione delle operazioni come distrattive sono supportate da elementi probatori e che il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato). Ha invece accolto il secondo motivo: è stata riscontrata una violazione del limite del triplo dell'art. 81 c.p. nella determinazione dell'aumento per la continuazione (i giudici avevano utilizzato come base la pena già comprensiva di aumenti precedentemente disposti). Di conseguenza la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla determinazione della pena calcolata in continuazione e la causa è rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo esame su quel punto; per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Il calcolo dell'aumento per la continuazione non può avere come base una pena già complessivamente aumentata in precedenti sentenze; il limite del triplo va calcolato sulla pena determinata per la violazione più grave, escludendo gli aumenti già applicati per continuazioni preesistenti.

  • art. 133 c.p.

    Le attenuanti generiche sono rimesso alla discrezionalità del giudice ma, se concesse o negate, devono essere motivate specificamente facendo emergere gli elementi che giustificano l'adeguamento della pena.

  • Giurisprudenza consolidata (es. Sez. U, n. 22474 del 31/3/2016 - Passarelli)

    Per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale non è necessario dimostrare un nesso causale tra le distrazioni e il dissesto: una volta dichiarato il fallimento, rileva il depauperamento patrimoniale per scopi ingiustificati anche se il dissesto è intervenuto in momento diverso.

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto può essere riconosciuta sulla base di elementi circostanziali e concreti di coinvolgimento gestionale; la semplice qualità di socio non è sufficiente per escluderla.
  • Operazioni presentate come finanziamenti infragruppo possono essere considerate distrazioni se determinano un depauperamento patrimoniale senza vantaggi compensativi concreti per la società che subisce l'operazione; l'evocazione generica dell'interesse del gruppo non basta.
  • Nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale non è necessario provare che le distrazioni abbiano causato il dissesto: è sufficiente che abbiano determinato un indebolimento patrimoniale ingiustificato, anche se il dissesto si è verificato in tempi diversi.
  • Nel calcolo degli aumenti per continuazione ai sensi dell'art. 81 c.p. la base di calcolo è la pena per la violazione più grave senza includere aumenti già applicati in precedenti sentenze; l'utilizzo di una pena già aumentata può produrre una pena illegale e deve essere rettificato.
  • Il riconoscimento o il diniego delle attenuanti generiche è discrezionale ma richiede motivazione specifica e non generica: il giudice deve indicare gli elementi di fatto e le ragioni che giustificano la riduzione o il rifiuto.

Testo integrale

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