Ordinanza n. 585/2026 - Lecce, Sezione 2
per l’annullamento - dell’ordinanza dirigenziale n. -OMISSIS-, notificata in data 26 novembre 2025, con la quale si ordina all’odierno ricorrente di lasciare libero e vuoto da persone e cose, entro 15 (quindici) giorni dalla data della notifica del medesimo provvedimento l’immobile di proprietà comunale, come indentificato al catasto, sito in Via -OMISSIS-, s.n.c. in Castellaneta (TA) e lo si avverte che decorso il termine intimato si procederà in via amministrativa e senza ulteriore comunicazione allo sgombero coatto del locale in questione ed alla segnalazione dei medesimi fatti all’Autorità giurisdizionale; - nei limiti dell’interesse, del verbale di sopralluogo della Polizia locale del Comune di Castellaneta prot. n. -OMISSIS- del 2 ottobre 2025, richiesto con istanza di accesso agli atti del 18 dicembre 2025 ed allo stato non conosciuto; - ove occorrer possa, della nota prot. -OMISSIS-del 29 settembre 2025 a firma del Responsabile dell’Area IV, arch. Pasquale Dalò, richiesto con istanza di accesso agli atti del 18 dicembre 2025, allo stato non conosciuta; - ove occorrer possa e nei limiti dell’interesse, della delibera di Giunta comunale del Comune di Castellaneta, n. -OMISSIS-; - di ogni atto e/o parere e/o relazione dell’Ufficio Servizi Sociali in merito alla gestione della posizione del Sig. -OMISSIS- e della sua condizione disagio sociale ed abitativo, allo stato richiesto e non conosciuto; - di tutti gli altri atti presupposti e connessi, anche se non conosciuti, direttamente collegati e/o conseguenti ai provvedimenti impugnati.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza dirigenziale di rilascio e sgombero coatto di un immobile di proprietà comunale
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza dirigenziale notificata il 26 novembre 2025, con la quale gli è stato ordinato di lasciare libero e vuoto da persone e cose, entro quindici giorni, un immobile comunale sito nel territorio di Castellaneta, con avviso che, in caso di inottemperanza, si sarebbe proceduto allo sgombero coatto e alla segnalazione all’autorità giudiziaria. Sono stati inoltre impugnati, nei limiti dell’interesse e anche con riferimento ad atti non conosciuti, il verbale di sopralluogo della Polizia locale, una nota del Responsabile dell’Area IV, una delibera della Giunta comunale e gli atti o pareri dei Servizi sociali relativi alla situazione di disagio sociale e abitativo dell’interessato. Il TAR ha rilevato la necessità di acquisire ulteriori atti per verificare se il Comune abbia specificamente destinato l’immobile a un pubblico servizio e, quindi, se il bene abbia effettiva natura indisponibile. Tale accertamento è potenzialmente rilevante ai fini della giurisdizione del giudice amministrativo.
La decisione
Il TAR non ha definito il giudizio nel merito. Ha disposto un incombente istruttorio, ordinando al Comune di depositare entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza gli eventuali atti amministrativi dai quali emerga la specifica destinazione dell’immobile a pubblico servizio, al fine di verificare la natura indisponibile del bene e le possibili conseguenze sul riparto di giurisdizione. Nelle more dell’adempimento istruttorio, ha confermato la sospensione degli effetti dell’ordinanza dirigenziale impugnata. Ha fissato per il prosieguo l’udienza camerale del 25 maggio 2026. Non risultano una decisione definitiva sui motivi di ricorso né una regolazione delle spese.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato esclusivamente quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati esclusivamente in relazione alla tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando la qualificazione pubblicistica di un bene e il suo regime giuridico possono incidere sul riparto di giurisdizione, il giudice amministrativo può disporre l’acquisizione d’ufficio degli atti amministrativi necessari a verificare la concreta destinazione del bene a pubblico servizio.
- La natura indisponibile di un bene comunale non può essere desunta dalla sola appartenenza al patrimonio dell’ente, ma richiede la verifica della sua concreta e specifica destinazione a un pubblico servizio, da accertare sulla base degli atti dell’amministrazione.
- In presenza di un accertamento istruttorio potenzialmente decisivo per la giurisdizione, il giudice può rinviare la definizione della controversia, confermando nelle more la sospensione degli effetti dell’atto impugnato per evitare che l’esecuzione renda irreversibile o pregiudichi la posizione del ricorrente.
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