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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43978/2023 del 02/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per omicidio stradale (investimento del pedone PASCADOPOLI Giuliano). Tre censure: 1) vizio di motivazione e doglianza sulla valutazione probatoria, contestando il mancato conferimento di nuova perizia rispetto ad un consulente della parte civile e l'apprezzamento delle risultanze tecniche e del comportamento della vittima (assunzione di cannabinoidi, rilevanza della frenata e stima della velocità); 2) violazione di legge e vizio della motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e mancata dosimetria della pena entro i minimi edittali; 3) violazione di legge per l'applicazione e la durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente), deducendo che non sussisteva automatica applicazione né adeguata motivazione sulla sua durata.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso nella sua parte principale (confermata la responsabilità penale e la sostanza della motivazione dei giudici di merito) e lo ha accolto soltanto in relazione alla mancata e insufficiente motivazione sulla durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente). La sentenza impugnata è annullata limitatamente alla determinazione della durata della sospensione e rinviata alla Corte d'appello di Lecce per nuovo giudizio esclusivamente su tale punto, con l'indicazione che la durata deve essere motivata secondo i parametri dell'art. 218, comma 2, cod. strada. Per il resto l'affermazione di responsabilità è dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 589-bis c.p.

    Riconosciuta l'applicazione dell'ipotesi di cui al comma 7 (attenuazione per concorso di colpa della vittima) così come valutata dai giudici di merito nelle loro argomentazioni

  • art. 62-bis c.p.

    richiamata la riforma operata dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. dalla legge 24 luglio 2008, n. 125

    Dopo la riforma non è più sufficiente la sola incensuratezza per ottenere la diminuzione per le generiche; il giudice può legittimamente negarle in assenza di elementi positivi di risipiscenza o comportamenti riparatori significativi

  • art. 133 c.p.

    Richiamato come criterio generale di determinazione della pena, ma la Corte precisa che la misura della sanzione amministrativa accessoria non segue i criteri dell'art. 133 c.p.p. (processuale) bensì quelli specifici del codice della strada

  • art. 218 cod. strada

    La determinazione della durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente) deve essere motivata sulla base dei parametri di questo articolo; la motivazione fornita dai giudici era insufficiente e pertanto la decisione annullata e rinviata per nuovo esame

  • art. 624 c.p.p.

    Utilizzato per dichiarare irrevocabile l'affermazione di responsabilità penale su cui non si è concessa integrazione di giudizio dopo l'annullamento parziale

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale: il giudice d'appello può disporla solo se non può decidere sugli atti esistenti; la Cassazione sindaca solo la correttezza motivazionale, non la rivalutazione integrale delle prove.
  • Il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della prova fattuale, salvo che emerga un vizio motivazionale nella capacità dimostrativa degli elementi probatori.
  • Nel campo della circolazione stradale il conducente deve moderare la velocità anche in relazione a prevedibili comportamenti imprudenti di terzi: la prevedibilità dell'attraversamento pedonale (es. aree commerciali, fermate, scarsa illuminazione) può rendere il conducente responsabile se non adegua la velocità.
  • La presenza di sostanze stupefacenti nella vittima non esclude automaticamente la responsabilità del conducente; la rilevanza è valutata in rapporto alla prova del nesso causale e alla prevedibilità del comportamento della vittima.
  • Per le attenuanti generiche non basta l'incensuratezza: occorrono elementi positivi di ravvedimento o di natura personale/compatibilità della pena per ottenere la riduzione; il giudice deve motivare l'esclusione.
  • La sanzione amministrativa accessoria (sospensione patente) richiede motivazione autonoma e specifica secondo l'art. 218 cod. strada; non può limitarsi una mera richiamata alla motivazione penale o ad argomentazioni generiche.

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