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Sentenza

Sentenza n. 2478/2026 - Milano, Sezione 1

in punto RICORSO IN OTTEMPERANZA PER L'ESECUZIONE DEL GIUDICATO FORMATOSI sulla sentenza n. 196/2025 del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, pubblicata in data 24.2.2025 e notificata il 28 febbraio 2025, passata in giudicato, con la quale il Tribunale del Lavoro ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione alla parte ricorrente, mediante accredito sulla Carta Elettronica del Docente, dell’importo nominale di euro 2.000,00, quale contributo per la formazione del docente.

Giustizia amministrativa202600349

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata e tardiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l'accredito di euro 2.000,00 sulla Carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi degli articoli 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 196/2025 del Tribunale di Busto Arsizio, Sezione Lavoro. La sentenza civile aveva accertato il diritto della docente a fruire, per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, del beneficio annuale di euro 500,00 previsto per la formazione e l'aggiornamento dei docenti, condannando il Ministero all'accredito complessivo di euro 2.000,00 sulla Carta elettronica del docente. Dopo la notificazione e il deposito del ricorso per ottemperanza, il Ministero ha eseguito tardivamente il comando giudiziale, accreditando le somme dovute. La ricorrente ha quindi insistito per la condanna dell'Amministrazione alle spese del giudizio, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo conseguito il bene della vita sotteso al ricorso, ossia l'accredito dell'importo di euro 2.000,00 sulla Carta elettronica del docente. Nonostante l'adempimento sopravvenuto, il Ministero è stato condannato alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, poiché l'esecuzione della sentenza è intervenuta soltanto dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in euro 800,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori antistatari. È stata inoltre disposta l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza per l'esecuzione del giudicato; il ricorso era ammissibile in relazione alla sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale disposizione applicabile al giudizio di ottemperanza.

  • art. 1, comma 122, legge n. 107/2015

    Individua, insieme alla disciplina attuativa, le modalità del beneficio economico destinato alla formazione e all'aggiornamento dei docenti mediante Carta elettronica.

  • d.p.c.m. 28 novembre 2016

    Disciplina le modalità di fruizione del beneficio della Carta elettronica del docente.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue il giudicato dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza e il ricorrente consegue il bene della vita, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • L'adempimento tardivo dell'amministrazione, intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, giustifica la condanna dell'amministrazione alle spese del giudizio secondo il criterio della soccombenza virtuale.
  • Nel liquidare le spese di un giudizio di ottemperanza relativo a una controversia seriale e priva di specifiche questioni di fatto o di diritto, il giudice può tener conto del limitato impegno professionale richiesto e contenere l'importo liquidato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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