Cassazione Penale, Sentenza n. 15871/2025 del 24/04/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello censurando la mancata, insufficiente e illogica motivazione in ordine all'aumento di pena applicato per la continuazione con il reato indicato al capo b) (art. 337 cod. pen.), sostenendo che l'aggravio (mesi 4 di reclusione ed euro 1.000,00 di multa) era eccessivo rispetto alla condotta, esauritasi in pochi secondi senza conseguenze fisiche per l'operante, e che la Corte aveva di fatto applicato la pena prevista per il reato satellite oltre ad una pena pecuniaria non prevista.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al punto relativo all'aumento di pena disposto per la continuazione in relazione al reato del capo b). Il motivo è che la Corte territoriale non ha adeguatamente motivato l'entità dell'aumento (mesi 4 ed euro 1.000), in violazione del principio secondo cui ogni aumento per i reati satellite deve essere calcolato e motivato distintamente. La causa è rinviata per nuovo esame sul solo punto dell'aumento di pena.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309/1990, art. 73, comma 7
art. 73, comma 7, d.P.R. n. 309/1990
La Corte ha riconosciuto l'effetto attenuante del 'ravvedimento' ex comma 7 nell'ambito della rideterminazione della pena complessiva.
codice penale, art. 337
Articolo relativo al reato contestato al capo b); la questione riguardava l'aumento di pena per la continuazione con tale reato.
codice penale, art. 61, n. 2
Richiamato come circostanza aggravante o riferimento normativo collegato alla contestazione; incide nella determinazione complessiva del trattamento sanzionatorio.
codice penale, art. 81
Richiama il limite al cumulo delle pene e la necessità che il rapporto di proporzione tra pene sia rispettato nella determinazione della pena complessiva per reato continuato.
codice penale, art. 132, primo comma
art. 132, primo comma, cod. pen.
Stabilisce l'obbligo di motivazione dell'esercizio del potere discrezionale nella determinazione delle pene; la Corte ha richiamato tale obbligo per richiedere motivazioni specifiche sugli aumenti per i reati satellite.
Sezioni Unite, n. 47127 del 24/06/2021 (Rv.282269 - 01)
Sez.U, n. 47127 del 24/06/2021, Rv.282269 - 01
Principio secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, determinare la pena base e calcolare/motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite; maggiore è l'aumento, maggiore è l'impegno motivazionale richiesto.
Sezioni Unite, n. 7930/94 (Rv 201549-01)
Sez. U, n. 7930/94, Rv 201549-01
Richiamata per il principio che la continuazione non elimina l'autonomia dei reati satellite e che l'unificazione della pena richiede motivazione esaustiva onde evitare un surrettizio cumulo materiale di pene.
Massime di principio
- Nel reato continuato il giudice deve calcolare e motivare separatamente l'aumento di pena attribuito a ciascun reato satellite; la mancanza di motivazione sul punto rende la decisione annullabile.
- L'entità dell'aumento richiede un impegno motivazionale proporzionale: più consistente è l'aumento, più dettagliata deve essere la motivazione (criteri fattuali e di proporzione rispetto al reato più grave e agli altri illeciti).
- Non è ammissibile che l'aumento corrisponda sostanzialmente alla pena prevista per il reato satellite né che si aggiungano sanzioni non previste dalla norma relativa al singolo reato; ciò configurerebbe un cumulo materiale vietato.
- Se la motivazione sull'aumento risulta superficiale o illogica rispetto alla condotta (es. condotta di breve durata e senza esiti lesivi), la parte interessata può ottenere l'annullamento e il rinvio limitatamente a quel punto.
- Difesa e Pubblico Ministero possono validamente sollevare censure limitate all'aumento: la Cassazione può annullare parzialmente la sentenza e disporre il rinvio per nuovo esame solo su quel profilo.
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