Cassazione Penale, Sentenza n. 35960/2022 del 23/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 31/01/2022 del Tribunale della libertà di Catania che aveva confermato l'ordinanza del GIP del 10/01/2022 sulla sussistenza della gravità indiziaria per il reato di rapina e aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente contestava la valutazione della gravità indiziaria sostenendo di non aver minacciato né esercitato violenza (dichiarazioni rese in interrogatorio) e deducendo, anche dalla visione di fotogrammi videoregistrati, un allontanamento della commessa che, secondo la difesa, renderebbe i fatti più compatibili con un furto anziché con una rapina.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente considerato la ricostruzione alternativa della difesa, valutando la coerenza e linearità delle dichiarazioni della persona offesa e l'adeguata corrispondenza dei fotogrammi con le minacce denunciate. Tale valutazione è stata ritenuta logica, congrua e sottratta a sindacato in sede di legittimità. Per effetto dell'art. 616 c.p.p. il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, Decreto-Legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla Legge 18 dicembre 2020, n. 176
Richiamata come regola procedurale inerente la modalità di trattazione del ricorso (esame con modalità previste dal citato art. 23, comma 8). Indica che la trattazione è avvenuta secondo le forme eccezionali previste dalla norma.
art. 616 c.p.p.
Applicato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende in ragione dell'inammissibilità del ricorso e dei profili di colpa emersi.
Massime di principio
- La valutazione della gravità indiziaria è in larga parte rimessa al giudice di merito (GIP e tribunale del riesame) e le loro valutazioni logiche, congrue e coerenti con il materiale probatorio non sono facilmente sindacabili in Cassazione.
- La mera esistenza di videoregistrazioni non annulla automaticamente la valutazione della persona offesa: il peso probatorio dipende dalla congruenza tra fotogrammi, dichiarazioni e circostanze riferite (es. reazione emotiva, dichiarazioni del datore di lavoro).
- Se il ricorso in Cassazione si limita a criticare valutazioni di fatto e la motivazione del giudice di merito risulta adeguata, è molto probabile che la Cassazione dichiari il ricorso inammissibile.
- In casi simili, per convincere il riesame o la Corte è necessario fornire elementi specifici e nuovi che mettano in dubbio in modo concreto la coerenza della ricostruzione probatoria (es. video integrale, perizie, testimonianze che smentiscano la dinamica contestata).
- Presentare ricorsi evidentemente infondati può comportare sanzioni economiche (art. 616 c.p.p.): valutare attentamente la fondatezza della doglianza prima di impugnare.
Testo integrale
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