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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21725/2026 del 12/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Bari che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Bari per detenzione illecita di stupefacenti di lieve entità e resistenza a pubblico ufficiale, lamentando violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla mancata revisione del giudizio di bilanciamento tra circostanze, alla richiesta di prevalenza delle attenuanti generiche e, più in generale, alla sproporzione del trattamento sanzionatorio. Deduceva inoltre che il giudice di merito non avrebbe adeguatamente valorizzato gli elementi favorevoli invocati. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo infondato e generico, osservando che la determinazione della pena e il giudizio di comparazione tra circostanze rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, sindacabile solo se manifestamente illogica o arbitraria, e che la presenza di recidiva reiterata e specifica impediva comunque la prevalenza delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto che la motivazione sulla pena fosse sufficiente, che la pena base fosse stata comunque determinata al di sotto del medio edittale e che il ricorrente non avesse indicato concrete ragioni per pretendere un trattamento sanzionatorio più mite. Ha inoltre ribadito che la recidiva reiterata e specifica preclude il giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche ai sensi dell'art. 69, comma 4, c.p.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    richiamato come norma incriminatrice del reato di detenzione illecita di stupefacenti di lieve entità oggetto della condanna confermata

  • art. 337 c.p.

    richiamato come ulteriore reato contestato e oggetto di conferma della condanna

  • art. 132 c.p.

    norma richiamata per affermare che la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito

  • art. 133 c.p.

    criteri soggettivi e oggettivi da considerare nella commisurazione della pena

  • art. 69, comma 4, c.p.

    norma che impedisce il giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche in presenza di recidiva reiterata e specifica

  • art. 99, comma 4, c.p.

    richiamato in relazione alla recidiva reiterata e specifica e al divieto di prevalenza delle attenuanti generiche

  • art. 630 c.p.

    menzionato solo per segnalare l'eccezione ricordata dalla giurisprudenza costituzionale rispetto al divieto di prevalenza

Massime di principio

  • La determinazione della pena, inclusi aumenti e diminuzioni per circostanze aggravanti o attenuanti, è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e non è censurabile in cassazione salvo che sia frutto di arbitrio, illogicità manifesta o motivazione mancante/inadeguata.
  • La motivazione sulla dosimetria della pena è sufficiente quando richiama gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti; non è necessario confutare analiticamente tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti.
  • Quando la pena base è fissata al di sotto del medio edittale, non è richiesta una motivazione particolarmente analitica sui criteri di cui all'art. 133 c.p.; un onere motivazionale rafforzato è evocato, invece, per pene pari o superiori al medio edittale.
  • Il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti è valutazione discrezionale di merito e sfugge al sindacato di legittimità se sorretto da motivazione sufficiente e non arbitraria.
  • La recidiva reiterata e specifica impedisce la prevalenza delle attenuanti generiche, operando il divieto legale di cui all'art. 69, comma 4, c.p. in combinato con l'art. 99, comma 4, c.p.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiStupefacentiReati contro la PAProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiRecidiva

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