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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25/2022 del 04/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria che aveva annullato il sequestro preventivo relativo al capo 47 (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) e aveva invece confermato e ridotto il sequestro per i capi relativi a corruzione propria e frode in pubbliche forniture. Il procuratore deduce che il Tribunale del riesame ha erroneamente ritenuto il reato di truffa assorbito dalla frode senza valutare la sussistenza degli "artifici e raggiri" richiesti dalla fattispecie di truffa e che, secondo consolidata giurisprudenza, la truffa aggravata può concorrere con la frode in pubbliche forniture e con la corruzione; inoltre il funzionario pubblico può concorrere nella truffa anche con condotte omissive (violazione degli obblighi di controllo e vigilanza). Chiede annullamento limitato al capo 47 e alla riduzione del sequestro originario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendo che l'ordinanza del Tribunale del riesame violi la legge non avendo esaminato la sussistenza degli artifici e raggiri necessari per integrare la truffa aggravata di cui all'art. 640‑bis c.p. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la truffa per erogazioni pubbliche può concorrere con la frode in pubbliche forniture e con la corruzione e ha osservato la differenza tra il fumus richiesto per misure reali e il requisito più stringente per misure cautelari personali. Conseguentemente l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 640‑bis cod. pen. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche)

    La Corte rileva che la fattispecie richiede la verifica degli "artifici o raggiri" e che tale reato può concorrere con la frode in pubbliche forniture e con la corruzione quando gli illeciti inducono in errore organi dell'ente pubblico diversi dal pubblico ufficiale corrotto.

  • art. 356 cod. pen. (frode nelle pubbliche forniture)

    La frode nelle pubbliche forniture non richiede artifici o raggiri ma la dolosa mancata esecuzione del contratto; è fattispecie distinta e non automaticamente assorbente rispetto alla truffa aggravata.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Individua il perimetro del giudizio di legittimità in materia di sequestro; la Corte ha ritenuto che i motivi del pubblico ministero rientrino nella fattispecie di impugnazione prevista da questa norma.

  • art. 324 comma 5 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la rinvio al Tribunale competente per nuovo esame dopo l'annullamento del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • La truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640‑bis) può concorrere con la frode in pubbliche forniture e con la corruzione: non è automatico che una fattispecie assorba l'altra, va valutata la diversa struttura delle condotte (artifici/raggiri vs mancata esecuzione/dolo contrattuale).
  • Le condotte omissive del pubblico ufficiale o del direttore dei lavori (violazione di obblighi di controllo e vigilanza) possono configurare concorso nella truffa in forma omissiva se tali omissioni hanno indotto in errore l'ente che eroga somme pubbliche.
  • In sede di riesame del sequestro il giudice deve motivare specificamente sulla sussistenza degli "artifici e raggiri" quando si discute della configurabilità della truffa: la mancanza di motivazione costituisce vizio di diritto rilevabile in Cassazione.
  • Per le misure restrittive personali è richiesto il requisito dei gravi indizi di colpevolezza, mentre per le misure reali (sequestro preventivo) è sufficiente il fumus commissi delicti; tali diversi standard possono giustificare ricorsi separati e decisioni diverse sullo stesso nucleo di fatti.
  • Se il giudice di merito assorbe un reato in un altro senza confronto motivato sulle esigenze tipiche della fattispecie collegata, l'annullamento con rinvio è la via corretta per consentire un nuovo esame motivato.

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