Cassazione Penale, Sentenza n. 18/2022 del 04/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Bari del 10/06/2019 che aveva confermato la condanna per ricettazione di due autovetture provento di furto e per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente deduceva: (i) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine alla ricettazione, poiché non sarebbe stato identificato al momento del primo trasporto e i furti sarebbero avvenuti pochi istanti prima in luoghi diversi, rendendo non credibile il suo coinvolgimento; (ii) vizio di motivazione in ordine alla resistenza, sostenendo che la Corte avrebbe travisato la testimonianza circa l'intensità della sua reazione al fermo.
La decisione
La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo i motivi manifestamente infondati e consistenti in una inammissibile richiesta di riconsiderazione del fatto. Ha confermato che i giudici di merito hanno fornito motivazione logica e giuridicamente corretta: la presenza di due trasporti nello stesso giorno a distanza ravvicinata temporale, effettuati con la stessa Audi, e il ritrovamento del primo veicolo ancora sul posto consentivano di ritenere che il ricorrente avesse la disponibilità della refurtiva; la qualificazione dei fatti come ricettazione è stata corretta in assenza di elementi univoci che collegassero il ricorrente ai furti e in mancanza di una spiegazione credibile da parte sua. Quanto alla resistenza, la Corte ha ritenuto integrato l'impiego di forza idoneo a sottrarsi all'arresto, non una reazione meramente istintiva. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende (P.Q.M. 21/09/2021).
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
La Corte ricorda che i motivi di cassazione devono conformarsi ai parametri dell'art. 606 e che non è consentita alla Cassazione una rinnovata valutazione del merito; i motivi che chiedono una diversa valutazione delle prove sono inammissibili se si limitano a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti.
art. 337 cod. pen.
La Corte interpreta la norma secondo la giurisprudenza consolidata: integra il delitto di resistenza l'impiego di forza che non sia mera reazione istintiva al compimento dell'atto del pubblico ufficiale, ma sia diretto a neutralizzarne l'azione e a sottrarsi all'arresto.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicata per la condanna al versamento di una somma nella cassa delle ammende in ragione dei profili di colpa emersi dal ricorso dichiarato inammissibile.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non sostituisce la propria valutazione a quella del giudice di merito: per ottenere l'accoglimento è necessario allegare vizi di diritto o gravi illogicità nella motivazione, non una diversa lettura dei fatti.
- La semplice disponibilità di refurtiva, se non accompagnata da una spiegazione credibile sull'origine, può integrare il reato di ricettazione anche in assenza di prova diretta del furto.
- La prossimità temporale dei trasporti e l'uso della stessa vettura para-transport possono legittimare l'inferenza che una persona avesse la disponibilità di più veicoli rubati; tuttavia l'accertamento concreto spetta al giudice di merito.
- Per il reato di resistenza, non basta un gesto istintivo: è necessario dimostrare un impiego di forza volto a sottrarsi all'arresto (es. divincolarsi, fuga prolungata, necessità di intervento di più operatori).
- I ricorsi che si limitano a contestare la valutazione probatoria del giudice di merito sono spesso dichiarati inammissibili e possono comportare sanzioni economiche a carico del ricorrente.
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