Cassazione Penale, Sentenza n. 31296/2025 del 18/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per invasione di edificio (art. 633 e 639‑bis c.p.), deducendo: 1) travisamento delle prove e erronea valutazione delle deposizioni (sostenendo che non fosse dimostrata la volontà di occupare stabilmente l'immobile e che gli imputati si fossero solo affacciati); 2) sussistenza dello stato di necessità (art. 54 c.p.) per condizioni di indigenza e abitabilità precaria; 3) applicabilità della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis c.p.). Hanno inoltre censurato la fondatezza degli elementi costitutivi del reato rispetto ai ruoli attribuiti a ciascuno.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che: a) la censura di travisamento probatorio fosse generica e non autosufficiente, essendo riportati solo estratti delle deposizioni senza allegazione integrale dei verbali; b) la Corte territoriale aveva fondatamente accertato la presenza sine titulo delle due imputate nell'appartamento chiuso e forzato e l'intervento causale di Carcione, che era sopraggiunto con un blocco serratura; c) lo stato di necessità non era configurabile perché l'occupazione mirava a risolvere definitivamente esigenze abitative e non a fronteggiare un pericolo attuale e transitorio; d) la particolare tenuità non poteva essere riconosciuta per il movente e l'intensità del dolo. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 633 cod. pen.
Definisce il reato di invasione di terreni o edifici: introduzione non momentanea in un immobile altrui senza titolo e senza il consenso dell'avente diritto; il dolo specifico richiede la finalità di occupare o trarne profitto. La Corte ha ritenuto integrati tali elementi dalla presenza nell'appartamento, dalla porta forzata e dal blocco di serratura.
art. 639‑bis cod. pen.
Norma richiamata nell'imputazione; nel dispositivo della Corte la valutazione si è concentrata sugli elementi di invasione disciplinati dall'art. 633 e sugli aspetti fattuali comprovati.
art. 54 cod. pen.
Stato di necessità come causa di giustificazione: applicabile solo per pericolo attuale, inevitabile e transitorio; non può giustificare occupazioni finalizzate a soddisfare in via definitiva esigenze abitative. La Corte ha escluso l'esimente per assenza di emergenza abitativa.
art. 131‑bis cod. pen.
Non punibilità per particolare tenuità del fatto: richiede valutazione complessiva di modalità, grado di colpevolezza e entità del danno. La Corte di merito ha escluso l'istituto per il movente e l'intensità del dolo (volontà di ottenere maggiore spazio abitativo).
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Criteri di impugnazione in Cassazione per violazione di legge e vizi motivazionali; la Corte ha ritenuto le doglianze generiche, reiterative o non fondate e dunque inammissibili.
art. 610, commi 1 e 5, e art. 611, comma 1, cod. proc. pen.
Regole sul contraddittorio scritto e sulla richiesta di trattazione orale: il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto senza richiesta di trattazione orale, quindi senza necessità di udienza.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese del giudizio di legittimità per il ricorrente soccombente; la Corte ha disposto l'addebito delle spese ai ricorrenti.
art. 133 cod. pen.
Criteri per valutare la tenuità dell'offesa (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno): richiamato dalla Corte nel rigetto della richiesta di non punibilità.
Massime di principio
- Per censurare un presunto travisamento delle prove in Cassazione è necessario allegare integralmente gli atti probatori rilevanti (verbali, trascrizioni) e indicare con precisione l'errore: estratti parziali e generiche affermazioni di "travisamento" sono inammissibili per violazione del principio di autosufficienza.
- Lo stato di necessità (art. 54 c.p.) giustifica l'occupazione abusiva solo se il pericolo è attuale, inevitabile e transitorio; non può essere usato per risolvere in via definitiva un'esigenza abitativa.
- La non punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis c.p.) richiede una valutazione complessiva e comparata delle circostanze: moventi legati al comfort o al vantaggio abitativo rendono difficile il riconoscimento della tenuità.
- Per il reato di invasione di edificio (art. 633 c.p.) sono decisivi elementi fattuali come l'assenza di titolo, la forza sulla serratura/porta, la permanenza non momentanea e la prova dell'accordo o della cooperazione finalizzata all'occupazione; elementi materiali come un blocco serratura possono essere indizi concreti dell'intento di assicurarsi il possesso.
- La Corte di Cassazione non risente di valutazioni di merito se la motivazione della sentenza impugnata è congrua: censure ripetitive delle stesse questioni già decise in appello, senza nuovi elementi, sono normalmente dichiarate inammissibili.
- Sul piano procedurale, se il procedimento di legittimità si svolge in contraddittorio scritto, le parti devono chiedere esplicitamente la trattazione orale per ottenere l'udienza; in mancanza, il giudizio prosegue per iscritto.
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