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Sentenza

Sentenza n. 5112/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento - della Determinazione Direttoriale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Giochi - Ufficio Bingo prot. n. 794229 del 9 dicembre 2025, nella parte in cui ha limitato l'applicazione dell'indennità provvisoria ai soli concessionari per la gestione del gioco del bingo che hanno promosso specifici ricorsi; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto; e per l’accertamento del diritto della Società ricorrente a vedersi applicare, a far data dal 1° gennaio 2025, l’indennità mensile provvisoria di € 2.800,00, nonché del conseguente diritto al credito maturato per le somme versate in eccedenza a partire dal mese di luglio 2016 (inizio del regime di proroga) e sino a tutto l’anno 2025.

Giustizia amministrativa202601730

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione direttoriale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che limitava ai soli concessionari ricorrenti l'applicazione dell'indennità mensile provvisoria di 2.800 euro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società concessionaria ha impugnato la determinazione direttoriale del 9 dicembre 2025, nella parte in cui limitava l'applicazione dell'indennità mensile provvisoria di 2.800 euro ai soli concessionari per la gestione del bingo che avevano promosso specifici ricorsi. Ha chiesto inoltre l'accertamento del diritto all'applicazione dell'indennità dal 1° gennaio 2025 e del credito relativo alle somme versate in eccedenza dal luglio 2016 alla fine del 2025. Dal testo non emergono specifici motivi di illegittimità articolati nel ricorso, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio l'Agenzia ha adottato la determinazione direttoriale del 26 febbraio 2026, sostitutiva della precedente, estendendo anche ai concessionari che non erano parti dei giudizi precedenti l'applicazione dell'indennità ridotta di 2.800 euro mensili per il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Il nuovo provvedimento ha quindi modificato la situazione giuridica in modo da eliminare l'interesse della ricorrente alla rimozione dell'atto originariamente impugnato. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui sopravvenienze modificative della situazione di diritto o di fatto, favorevoli o sfavorevoli, determinano l'improcedibilità quando fanno venir meno l'interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60, comma 1, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando il contraddittorio e l'istruttoria risultano completi, previa informazione alle parti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    null

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando un provvedimento successivo, sostitutivo di quello impugnato, modifica la situazione di diritto o di fatto in modo da eliminare l'utilità concreta che il ricorrente potrebbe conseguire dalla rimozione dell'atto originario.
  • La sopravvenienza che determina l'improcedibilità può essere favorevole o sfavorevole al ricorrente; ciò che rileva è la perdita dell'interesse concreto e attuale alla decisione sul provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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