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Sentenza

Sentenza n. 3003/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602398

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: sentenza del TAR Emilia-Romagna, Bologna, che aveva respinto il ricorso contro il silenzio della Prefettura di Rimini - Sportello Unico Immigrazione sulla richiesta di nulla osta al lavoro

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il cittadino straniero ha appellato la sentenza del TAR che aveva respinto la domanda di accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Rimini - Sportello Unico Immigrazione e dell’obbligo di provvedere sulla richiesta, presentata dal datore di lavoro, di rilascio del nulla osta per lavoro subordinato o stagionale. L’appellante ha sostenuto che il TAR avesse erroneamente applicato la disciplina processuale del silenzio, ritenendo insussistente l’inerzia dell’amministrazione sulla domanda identificata dal relativo token. Nel corso del giudizio d’appello, l’appellante ha depositato il nulla osta per lavoro stagionale, rilasciato il 10 aprile 2026, dichiarando la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato cessata la materia del contendere perché l’appellante ha conseguito il bene della vita perseguito, ossia il rilascio del nulla osta per lavoro stagionale. Il Collegio non ha quindi esaminato nel merito le censure contro la sentenza di primo grado. Ai fini della soccombenza virtuale, ha ritenuto che non fosse configurabile già ex ante un inadempimento dell’amministrazione, richiamando le ragioni della sentenza appellata; per tale motivo ha escluso l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Le spese del grado d’appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l’azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; nel caso concreto il giudizio è stato definito senza esame del merito per il conseguimento del bene della vita.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale della decisione in forma semplificata.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, il ricorrente consegue il bene della vita cui aspirava, viene meno l’interesse alla decisione e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La dichiarazione di cessazione della materia del contendere per sopravvenuto rilascio del provvedimento richiesto non comporta necessariamente il riconoscimento dell’illegittimità dell’inerzia amministrativa né l’accoglimento delle censure proposte.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, l’amministrazione non può essere considerata inadempiente quando, sulla base degli elementi valutabili ex ante e delle ragioni della sentenza impugnata, non sia configurabile l’illegittimità del silenzio.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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