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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26602/2024 del 05/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della proroga del regime di detenzione di cui all'art. 41-bis O.P. per due anni: il ricorrente denunciava violazione dell'art. 41-bis e dell'art. 125 c.p.p., sostenendo l'assenza dei presupposti per la proroga in ragione dei progressi trattamentali, della positiva condotta intramuraria e lavorativa, della situazione familiare favorevole (figlio in libertà vigilata e occupato, moglie assolta) e della definitiva espiazione della pena; inoltre lamentava che il Tribunale non aveva considerato le quattro relazioni comportamentali e aveva dato una valutazione della pericolosità non aggiornata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittima e adeguatamente motivata la proroga del 41-bis: il Tribunale di Sorveglianza ha valutato che rilevano non solo i contatti esterni attuali ma la potenzialità qualificata del detenuto di riprendere vincoli associativi dall'interno (anche in regime di internamento). La decisione ministeriale e le relazioni (2020-2022) hanno evidenziato che Militano manteneva un ruolo apicale/rapporto di sostegno da parte della famiglia e non mostrava una reale revisione critica del passato; il fatto che il figlio abbia iniziato a lavorare da poco o che il detenuto partecipi a progetti intramurari e lavori non è sufficiente a escludere il pericolo. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Il regime 41-bis è applicabile anche agli internati sottoposti a misura di sicurezza detentiva; per la proroga non è necessario provare contatti esterni attuali, ma la potenzialità concreta del detenuto di mantenere o ripristinare collegamenti associativi dall'interno

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come norma processuale rilevante per la motivazione dell'ordinanza; la Corte ha ritenuto che la motivazione data dal Tribunale fosse adeguata e conforme ai principi di valutazione richiesti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

  • Sentenza Sez.1 n. 10619 del 27/11/2017 (Cassazione)

    Principio che conferma la compatibilità dell'applicazione del regime 41-bis anche agli internati soggetti a misure di sicurezza detentive

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 197/2021

    Dichiara infondate le questioni di costituzionalità relative ai commi dell'art. 41-bis, confermando la legittimità del regime nei termini richiamati

  • Sentenza Sez.1 n. 24134 del 10/05/2019 (Cassazione)

    Affermato che per la proroga del 41-bis non è necessario l'accertamento dell'attività attuale della cosca; è sufficiente la potenzialità attuale e concreta di collegamenti con l'ambiente malavitoso non fronteggiabili con il regime ordinario

Massime di principio

  • Per la proroga del 41-bis rileva la potenzialità concreta del detenuto di ripristinare vincoli associativi dall'interno, non solamente la prova di contatti esterni attuali
  • La positiva condotta intramuraria, la partecipazione a progetti e il lavoro non determinano automaticamente la cessazione del regime se non è dimostrata una reale revisione critica del passato
  • La situazione familiare favorevole (lavoro del figlio, proscioglimento della moglie) è un elemento da valutare ma non è di per sé sufficiente a escludere il rischio associativo
  • Le decisioni amministrative e giudiziarie che si fondano su relazioni comportamentali e su elementi fattuali motivati sono difficilmente elidibili in sede di legittimità salvo vizi di diritto o carenze manifeste di motivazione
  • In sede di impugnazione in Cassazione non è ammessa una rivalutazione dei fatti per ottenere una diversa valutazione prognostica: la censura deve esporre vizi di diritto o motivazionali specifici

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