Sentenza del 22/02/2024 n. 147 - Corte di Giustizia UE
Imposte riscosse in violazione del diritto dell'Unione - Obbligo di rimborsare l'imposta sul valore aggiunto (IVA) e di pagare interessi sull'importo di quest'ultima - Rimborso riconducibile ad errori commessi nella contabilità del soggetto passivo - Rimborso riconducibile alla modifica retroattiva delle modalità di calcolo dell'IVA detraibile relativa alle spese generali del soggetto passivo -
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha chiesto il rimborso di una parte dell'IVA per gli anni 2012-2016 a seguito di (i) rettifiche contabili che hanno evidenziato errori nella qualificazione di talune prestazioni e nell'iscrizione di movimenti e (ii) l'applicazione retroattiva di un nuovo criterio nazionale di ripartizione dell'IVA sulle spese generali che ha aumentato la detraibilità. Chiedeva altresì interessi dalla data del pagamento dell'IVA (interessi di riscossione ai sensi della legge olandese) per il periodo di indisponibilità delle somme fino al rimborso.
La decisione
La Corte di giustizia ha stabilito che il diritto dell'Unione non obbliga gli Stati membri a corrispondere interessi a decorrere dalla data del versamento dell'IVA quando il rimborso dell'IVA è dovuto, in parte, a errori nella contabilità del soggetto passivo (ossia il soggetto non ha esercitato pienamente il suo diritto alla detrazione per ragioni proprie) e, in parte, a una modifica retroattiva delle modalità di calcolo dell'IVA detraibile relative alle spese generali del soggetto passivo quando tali modalità sono state stabilite sotto la sola responsabilità del soggetto passivo. La Corte ha precisato che un importo non è «riscosso in violazione del diritto dell'Unione» se la sua riscossione deriva dall'omissione o dall'errore del soggetto passivo nella dichiarazione. Ha inoltre chiarito che, se la normativa nazionale o un requisito dell'amministrazione tributaria rendono incompatibili le modalità iniziali di calcolo con il diritto dell'Unione, allora il rimborso può costituire tributo riscosso in violazione del diritto dell'Unione e dare luogo a interessi; viceversa, se il criterio era stato stabilito sotto la responsabilità esclusiva dell'ente (come nel caso di specie), non si è davanti a una violazione dell'Unione. Infine, la Corte ha ricordato che l'art.183 della direttiva IVA può imporre interessi per il rimborso di un'eccedenza IVA qualora il rimborso non sia effettuato entro un termine ragionevole, e che il termine nazionale di otto settimane potrebbe essere considerato ragionevole: compete al giudice nazionale valutare l'applicabilità concreta.
Norme richiamate
Direttiva 2006/112/CE - articolo 9
"Si considera 'soggetto passivo' chiunque esercita, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un'attività economica..."
Definisce il soggetto passivo e conferma che enti pubblici che svolgono attività economiche possono essere soggetti passivi con diritto alla detrazione.
Direttiva 2006/112/CE - articolo 168
"...il soggetto passivo ha il diritto... di detrarre dall'importo dell'imposta di cui è debitore gli importi seguenti: a) l'IVA dovuta o assolta..."
Stabilisce il diritto alla detrazione dell'IVA a monte, condizionato all'utilizzo dei beni/servizi per operazioni imponibili.
Direttiva 2006/112/CE - articolo 173
"...la detrazione è ammessa soltanto per il prorata dell'IVA relativo alla prima categoria di operazioni... Gli Stati membri possono adottare le misure seguenti: c) autorizzare od obbligare il soggetto passivo ad operare la detrazione in base all'utilizzazione..."
Consente agli Stati membri di prevedere modalità/criteri di ripartizione della detrazione per spese miste, lasciando margine discrezionale nella scelta dei metodi nel rispetto dei principi dell'IVA.
Direttiva 2006/112/CE - articolo 183
"Qualora, per un periodo d'imposta, l'importo delle detrazioni superi quello dell'IVA dovuta, gli Stati membri possono far riportare l'eccedenza... o procedere al rimborso secondo modalità da essi stabilite."
Riguarda il rimborso delle eccedenze di IVA; la Corte ha ricordato che, benché la norma non precisi obblighi di interessi o dies a quo, il principio di neutralità può imporre interessi se il rimborso non avviene entro termini ragionevoli.
Direttiva 2006/112/CE - articolo 203
"L'IVA è dovuta da chiunque indichi tale imposta in una fattura."
Conferma che l'IVA fatturata e indicata è dovuta dal soggetto che l'ha indicata: se un soggetto fattura IVA per errore e non la deduce, lo Stato non agisce in violazione dell'Unione riscuotendo tale importo sulla base della dichiarazione.
Direttiva 2006/112/CE - articolo 250, par.1
"Ogni soggetto passivo deve presentare una dichiarazione IVA in cui figurino tutti i dati necessari per determinare l'importo dell'imposta esigibile e quello delle detrazioni..."
Attribuisce al soggetto passivo l'obbligo di riportare correttamente i dati necessari; le riscossioni basate su dichiarazioni incomplete per ragioni del soggetto non implicano violazione dell'Unione.
Invorderingswet 1990 (legge sulla riscossione) - articolo 28c
"Se il percettore è tenuto, in forza di una decisione dell'ispettore, a rimborsare l'importo di un tributo in quanto l'importo in questione è stato riscosso in violazione del diritto dell'Unione, gli interessi di riscossione sono versati al contribuente..."
Norma nazionale che prevede interessi di riscossione per tributi rimborsati perché riscossi in violazione del diritto dell'Unione; la Corte ha interpretato i presupposti affinché tale violazione sussista.
Algemene wet inzake rijksbelastingen - articolo 30ha
Testo non integralmente citato nel rinvio ma riepilogato nella sentenza (termine di 8 settimane per decisione su rimborso e interessi in specifiche ipotesi).
Prevede interessi quando la decisione di rimborso non è adottata entro 8 settimane; la Corte ha ritenuto tale termine, in linea generale, non irragionevole ai fini dell'art.183 direttiva IVA.
Wet op het BTW-compensatiefonds (legge sul fondo di compensazione IVA)
Citata come normativa che disciplina il contributo del fondo per comuni e altri enti pubblici.
Regime nazionale che disciplina il trattamento fiscale delle attività non economiche dei comuni; rilevante per la determinazione delle imputazioni contabili e dei contributi compensativi.
Massime di principio
- Se il rimborso IVA deriva dall'errore contabile o dall'omissione del soggetto passivo (ossia il soggetto non ha esercitato il diritto alla detrazione nella propria dichiarazione), la riscossione originaria non costituisce necessariamente una 'violazione del diritto dell'Unione' e non impone automaticamente il pagamento di interessi a decorrere dalla data del versamento.
- Se il rimborso deriva da una modifica delle modalità di calcolo disposta dallo stesso soggetto passivo (criterio stabilito sotto la sua sola responsabilità), lo Stato non è generalmente tenuto a corrispondere interessi dalla data del versamento originario.
- Viceversa, se le modalità originarie di calcolo o criteri applicati sono incompatibili con il diritto dell'Unione a causa della normativa nazionale o di un requisito imposto dall'amministrazione tributaria, il tributo può essere considerato riscoss o in violazione del diritto dell'Unione e dar luogo al rimborso con interessi (il dies a quo è il momento dell'indebito versamento).
- L'art.183 della direttiva IVA può imporre interessi per il rimborso di un'eccedenza IVA se il rimborso non è effettuato entro un termine ragionevole; i termini nazionali (es. 8 settimane) possono essere considerati ragionevoli, ma la valutazione concreta spetta al giudice nazionale.
- In pratica, per ottenere interessi dalla data del versamento, il contribuente deve dimostrare che la riscossione originaria è imputabile a un'irregolarità della normativa nazionale o a un requisito amministrativo incompatibile con il diritto dell'Unione, non semplicemente a errori o scelte contabili proprie.
- Gli Stati membri devono comunque prevedere procedure e termini che garantiscano l'effettività del diritto al rimborso e la neutralità del sistema IVA; ritardi ingiustificati nel rimborso possono generare obbligo di interessi indipendentemente dalla causa materiale del rimborso.
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