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Sentenza

Sentenza n. 1138/2026 - Bari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202500180

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Nota comunale di riscontro, provvedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica e richiesta di chiarimenti e integrazioni relativi all’istanza di permesso di costruire per un impianto fotovoltaico da 3 MWh

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato gli atti comunali relativi alla propria istanza del 18 giugno 2024 per il rilascio del permesso di costruire per un impianto fotovoltaico da 3 MWh, chiedendo anche l’accertamento della formazione del silenzio-assenso ai sensi dell’art. 20, comma 8, d.P.R. 380/2001 e la condanna del Comune al rilascio dell’attestazione del decorso dei termini. Prima dell’udienza pubblica, la ricorrente ha dichiarato che, per effetto del sopravvenuto mutamento della disciplina di settore, era venuto meno il proprio interesse alla decisione e che si era verificata la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Non ha dichiarato cessata la materia del contendere: tale pronuncia presuppone che, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente sia stata pienamente soddisfatta, circostanza non risultante nel caso concreto, in cui il venir meno dell’interesse è stato ricondotto al mutamento della disciplina di settore. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il Collegio ne prende atto ai fini della declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’articolo 35, comma 1, lettera c) del codice del processo amministrativo

    La sopravvenuta carenza di interesse comporta l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    atteso che l’unica ipotesi in cui è possibile pervenire a una declaratoria di cessata materia del contendere presuppone che “nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta”, in base a quanto previsto dall’articolo 34, comma 5 del codice del processo amministrativo, non a caso collocato nel contesto di una disposizione che disciplina le sentenze di merito.

    La cessazione della materia del contendere richiede la piena soddisfazione, durante il giudizio, della pretesa del ricorrente; il mero venir meno dell’interesse per un sopravvenuto mutamento della disciplina non è sufficiente.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere presuppone che, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente sia stata pienamente soddisfatta; quando l’interesse alla decisione viene meno per una diversa sopravvenienza, senza soddisfazione della pretesa, la pronuncia appropriata è l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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