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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39196/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva revocato il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il ricorrente deduceva violazione di legge processuale per mancata notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza all'interessato detenuto: la nomina del difensore era stata effettuata solo per un diverso incidente di esecuzione pendente davanti al Tribunale di Forlì e non vi era alcuna elezione di domicilio riferita alla fase esecutiva, per cui la notifica effettuata al difensore presso un domicilio eletto in sede di cognizione sarebbe nulla.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha affermato che l'elezione di domicilio compiuta nella fase di cognizione perde efficacia con la pronuncia della sentenza irrevocabile e non può essere utilizzata per la fase esecutiva; ne consegue la nullità della notifica fatta al difensore presso il domicilio eletto in sede di cognizione. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Pisa per un nuovo giudizio con instaurazione del regolare contraddittorio.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen., comma 2, n. 1

    art. 168, comma 2, n. 1 cod. pen.

    La revoca di diritto del beneficio della sospensione condizionale della pena può essere disposta in presenza dei presupposti di legge (richiamata come causa di revoca alla base dell'ordinanza impugnata).

  • Sez. 1, n. 46265 del 23/10/2007, Colantoni, Rv. 238769 - 01

    Sez. 1, n. 46265 del 23/10/2007

    Principio secondo cui l'elezione di domicilio fatta dall'imputato nel giudizio di cognizione cessa di avere efficacia con la pronuncia della sentenza irrevocabile e non è utilizzabile nella fase esecutiva.

  • Sez. 3, n. 22778 del 11/04/2018, Scicolone, Rv. 273154 - 01

    Sez. 3, n. 22778 del 11/04/2018

    Conferma che, nel procedimento camerale di esecuzione, è nulla la notifica all'interessato effettuata mediante consegna al difensore presso il domicilio eletto in sede di cognizione.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio effettuata nella fase di cognizione perde efficacia una volta che la sentenza diventa irrevocabile e non può essere utilizzata per le notifiche nella fase esecutiva.
  • Perché la notifica al difensore sia valida nella fase esecutiva è necessaria una nomina/evidenza specifica del difensore per la fase esecutiva e/o una elezione di domicilio espressa valida per questa fase; in mancanza, la notifica è nulla e può determinare l'annullamento degli atti che ne conseguono.
  • Se l'interessato è detenuto, occorre assicurare che le comunicazioni e le notifiche siano effettuate in modo conforme alle regole dell'esecuzione (notifica diretta al detenuto o nomina formale del difensore in esecuzione), per garantire il diritto al contraddittorio.
  • La mancata osservanza di queste regole processuali può comportare l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio: pertanto, chi assiste il detenuto deve provvedere tempestivamente a depositare mandato specifico per la fase esecutiva ed eleggere domicilio valido per evitare nullità.
  • Nel caso di revoca 'di diritto' del beneficio (richiamata dall'art. 168 c.p.), il giudice dell'esecuzione deve comunque rispettare le garanzie processuali prima di decidere, assicurando la regolare instaurazione del contraddittorio.

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