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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18/2024 del 02/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per furto (artt. 110, 56, 624, 625 n.2 c.p.) commesso il 24/06/2022 presso il negozio Coin di Roma Termini. Due censure: 1) mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche nonostante incensuratezza, immediata restituzione della merce e comportamento processuale collaborativo; 2) mancata concessione della sospensione condizionale della pena, contestando la valutazione del rischio di recidiva basata su una denuncia precedente per fatto analogo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo la motivazione della Corte di appello manifestamente illogica circa l'applicazione delle attenuanti generiche (la sentenza impugnata affermava che le attenuanti erano state concesse ma in realtà non lo erano). Ha annullato la decisione limitatamente alla determinazione relativa alle attenuanti generiche e ha rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio su quel punto. Ha invece rigettato il secondo motivo: la negazione della sospensione condizionale è stata ritenuta sufficientemente motivata in considerazione della denuncia precedente, del valore non modico della merce e del possesso di un attrezzo idoneo a rimuovere le placche antitaccheggio, elementi indice di condotta preordinata e rischio di recidiva. La declaratoria di responsabilità è dichiarata irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Concorso di persone nel reato; indicato come norma di coordinamento per la partecipazione al reato contestato.

  • art. 56 c.p.

    Riduzione della pena per il reato tentato; utilizzata per ridurre la pena base relativa al tentativo di furto.

  • art. 624 c.p.

    Norma sostanziale che definisce il reato di furto e la relativa cornice edittale; rilevante per la determinazione della pena.

  • art. 625 n.2 c.p.

    Circostanze aggravanti riferite al furto (menzionata nella formula di imputazione), che incidono sulla determinazione della pena.

  • art. 62-bis c.p.

    Riguarda il trattamento delle circostanze attenuanti generiche e il principio di equivalenza rispetto alle aggravanti; centrale nella valutazione se applicare le attenuanti generiche e come queste influenzano la determinazione della pena.

  • art. 133 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena nel singolo caso concreto (serietà del fatto, colpevolezza, personalità, condotte successive); usato dalle corti per motivare la congruità della pena.

  • art. 624 c.p.p.

    Richiamato in relazione all'irrevocabilità della declaratoria di responsabilità quando la Cassazione annulla la decisione solo in punto di pena o circostanze attenuanti; dispone gli effetti dell'annullamento parziale.

Massime di principio

  • Se una decisione di merito dichiara di aver concesso le attenuanti ma poi non le applica concretamente nel calcolo della pena, la motivazione è manifestamente illogica e la Cassazione può annullare limitatamente a quel punto.
  • La mancata concessione della sospensione condizionale può essere legittima anche in presenza di elementi favorevoli (incensuratezza, comportamento processuale collaborativo) se sussistono indizi concreti di condotta preordinata (es. possesso di strumenti specifici) e precedente recente per fatti analoghi che integrano una prognosi di recidiva.
  • La riapertura del giudizio in Cassazione per un punto specifico comporta normalmente il rinvio ad altra sezione del grado di appello per nuova valutazione, mentre la declaratoria di responsabilità può rimanere irrevocabile salvo cancellazione totale della condanna.
  • Nelle impugnazioni va verificata la coerenza interna della motivazione: affermazioni testuali sulla concessione di circostanze non possono essere contraddette da un calcolo della pena che ne esclude gli effetti.
  • Per ottenere la sospensione condizionale il difensore deve far emergere elementi positivi tali da neutralizzare indicazioni di pericolosità o abitudini criminali (es. assenza di precedenti analoghi, efficace cambiamento di comportamento, elementi che escludano la premeditazione).

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