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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40886/2024 del 07/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

In sostanza vi sono due aspetti: (1) nel merito, il Procuratore generale aveva impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli chiedendone l'annullamento limitatamente al ruolo associativo attribuito ad alcuni imputati; la Corte di cassazione, con sentenza n. 35112/2024, ha accolto il ricorso del PG annullando la sentenza impugnata nei confronti di determinati soggetti e rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli, nonché dichiarando inammissibili altri ricorsi e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di una somma a favore della Cassa delle Ammende; (2) a seguito della pubblicazione, si è rilevato un errore materiale nel ruolo d'udienza: nel dispositivo del ruolo era stato trascritto "Mario Reale (cl. 1991)" invece di "Antonio Reale (cl. 1991)", difformità rispetto al testo della sentenza che doveva essere sanata tramite correzione di errore materiale.

La decisione

La Corte, con ordinanza dell'8/10/2024, ha disposto la correzione dell'errore materiale nel ruolo d'udienza relativo al ricorso nrg 43116/2023: dove è scritto "Mario Reale (cl. 1991)" deve leggersi "Antonio Reale (cl. 1991)". Ha quindi mandato l'atto in Cancelleria per le annotazioni sull'originale. Quanto al contenuto sostanziale della sentenza n. 35112/2024, la Corte ha accolto il ricorso del Procuratore generale, annullato la sentenza impugnata nei termini indicati (limitatamente al ruolo associativo per i soggetti elencati) e rinviato per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Napoli; ha inoltre dichiarato inammissibili vari ricorsi e condannato i predetti ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di € 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • Gli errori materiali o di trascrizione contenuti nei ruoli d'udienza o nei testi di dispositivo possono essere rettificati dalla stessa Corte mediante ordinanza di correzione, quando è chiaro che si tratta di un lapsus o di un errore formale e non di una modifica del contenuto sostanziale della decisione.
  • La correzione materiale ha effetto annotatorio: l'atto viene inviato in cancelleria per le opportune annotazioni sull'originale, in modo da rendere coerente la documentazione ufficiale con la decisione effettivamente pronunciata.
  • La possibilità di correggere non autorizza la Corte a mutare la decisione sostanziale né a introdurre valutazioni nuove; la rettifica è ammessa solo se l'errore è evidente e la volontà giudiziale è desumibile senza dubbi dal testo della sentenza.
  • In presenza di discrepanze tra il dispositivo pubblicato e il ruolo d'udienza, prevale quanto formalmente pronunciato nella sentenza: il ruolo va adeguato per riflettere correttamente la sentenza stessa.
  • Per chi si trovi in situazione analoga, è opportuno segnalare per tempo alle cancellerie eventuali errori materiali e richiedere la correzione formale; se invece l'errore incide sulla sostanza del giudizio, la via corretta è l'impugnazione prevista, non la semplice rettifica materiale.

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