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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40087/2023 del 03/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma (04/07/2022) che confermava la condanna emessa con giudizio abbreviato dal GIP di Latina. L'imputato deduceva: 1) vizio di motivazione e errore di qualificazione sostenendo che i fatti costituissero concorso e non associazione per delinquere (art.416 c.p.); 2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alle aggravanti contestate per le rapine (es. pluralita di persone, qualificazione del luogo come privata dimora ai sensi dell'art.628 c.p. e applicazione dell'art.624-bis); 3) omissione di motivazione con riguardo alla responsabilita per bancarotta fraudolenta (cap.33 e 34) e contestazione della qualifica di concorrente morale e depositario delle scritture contabili; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: il ricorso era reiterato e aspecifico, senza un effettivo confronto argomentativo con la motivazione della sentenza impugnata; le censure riproponevano valutazioni di merito gia esaminate dai giudici di merito e non consentivano il sindacato in Cassazione; la ricostruzione dei giudici di merito (esistenza di schema criminoso reiterato tra il 2014 e il 2018, organizzazione stabile, ripartizione dei ruoli, uso di societa di comodo e prestanome, impiego di rapine ed estorsioni per recuperare i profitti) giustificava la qualifica di associazione per delinquere e le aggravanti ritenute. Sul piano processuale, le doglianze relative a mancata considerazione di specifici motivi sono state ritenute privi del requisito di specificità e quindi inammissibili. Conseguenze: ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • articolo 416 cod. pen.

    La Corte territoriale e la Cassazione hanno ritenuto sussistente il delitto di associazione per delinquere alla luce della prova di un vincolo stabile tra piu persone, di una minima organizzazione e di un programma criminoso volto alla commissione di una serie indeterminata di delitti (schema reiterato di indebite compensazioni, societa di comodo, prestanome, uso di violenza ed estorsioni per il recupero dei profitti).

  • articolo 110 cod. pen.

    Richiamato nelle imputazioni come principio di concorso di persone; tuttavia la sentenza ha distinto tra mera partecipazione concorrente e l'esistenza di una struttura associativa stabile, ritenendo provata quest'ultima.

  • articolo 10‑quater D.L.vo n.74/2000

    Richiamato in relazione a reati tributari commessi mediante indebite compensazioni; interpretato insieme all'art.8 per configurare il quadro dei delitti fiscali contestati.

  • articolo 8 D.L.vo n.74/2000

    Applicato congiuntamente alle violazioni tributarie (compensazioni con crediti inesistenti) a fondamento delle imputazioni fiscali contro l'imputato.

  • articolo 628 cod. pen. (comma 3, n. 3‑bis)

    La difesa contestava l'applicazione dell'aggravante collegata al luogo (privata dimora) e alla presenza di piu persone; la Corte ha ritenuto sussistenti elementi probatori (presenza di complici come Murano e Riggi, condotte intimidatorie, prelievo presso abitazione o luogo di lavoro indicato dalla vittima) tali da giustificare la qualificazione e l'aggravante.

  • articolo 624‑bis cod. pen.

    Richiamato in relazione al trasferimento fraudolento di valori; la Corte territoriale ha ritenuto provata l'esistenza di condotte volte a occultare e trasferire il patrimonio illecito nell'ambito dell'attivita associativa.

  • articolo 393 cod. pen.

    Citato dalla difesa come possibile riqualificazione di alcuni fatti (soprattutto in relazione alla pretesa legittima del credito), ma i giudici di merito e la Cassazione hanno ritenuto la qualificazione in reati piu gravi (rapina/estorsione) fondata sulla prova della modalita e del contesto criminoso.

  • articolo 348 cod. pen.

    Contestato come capo di imputazione (cap.42); la sentenza di merito e la Cassazione non hanno ritenuto la censura difensiva idonea a dimostrare vizio di motivazione sull'addebito.

Massime di principio

  • Per configurare il reato di associazione per delinquere (art.416 c.p.) e necessario dimostrare non solo la pluralita di partecipanti, ma anche un vincolo associativo stabile, una minima organizzazione e un programma criminoso: ricorrenze nel modus operandi e ripartizione di ruoli rafforzano tale qualificazione.
  • In sede di cassazione i ricorsi che ripropongono valutazioni di merito gia svolte dai giudici di merito senza un confronto specifico e argomentato con la motivazione impugnata sono inammissibili per reiterazione e aspecificità.
  • Le aggravanti (es. pluralita di persone, commessa in privata dimora) richiedono prova puntuale dei presupposti: la mera contestazione astratta e priva di riferimenti probatori concreti non e sufficiente.
  • La qualifica dei fatti (es. rapina vs violazione dell'art.393) dipende dalle modalita concrete e dal contesto; dichiarazioni della parte offesa e prova della presenza di complici possono orientare verso reati piu gravi.
  • Le censure concernenti omissioni di motivazione devono essere specifiche e indicare quale punto della decisione sia viziato; l'assenza di specificità comporta l'inammissibilità.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono una valutazione motivata dai giudici di merito; contestazioni generiche e non supportate da elementi nuovi difficilmente ottengono accoglimento in Cassazione.

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