Cassazione Penale, Sentenza n. 39199/2022 del 18/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente contestava in particolare: (1) la valutazione della prova e l'attendibilità della teste Giovanna Milanese, sostenendo che le videoriprese mostrerebbero che non fosse Moscatiello a colpire la vittima ma un terzo soggetto, con conseguente travisamento delle fonti di prova; (2) la qualificazione del concorso nell'omicidio per "agevolazione", deducendo che Moscatiello fosse estraneo all'intento omicidiario di Maglione, che non fosse a conoscenza dell'arma o dell'intenzione omicida, e che le condotte successive (calci, fuga) siano post factum irrilevanti ai fini del concorso.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente valutato sia le videoriprese sia la testimonianza della Milanese, valorizzandole congiuntamente come fonte concorde e non manifestamente travisata. Ha condiviso la valutazione del riesame secondo cui sussistono gravi indizi di colpevolezza per il reato contestato e che la condotta di Moscatiello, pur non essendo l'autore materiale degli spari, abbia avuto rilievo nell'agevolazione dell'aggressione (accompagnamento al luogo del "chiarimento", sostegno nella fase finale, fuga con l'autore e occultamento insieme), elementi idonei a dimostrare adesione alla condotta di Maglione. La Corte ha inoltre richiamato il principio per cui non spetta alla cassazione sostituirsi al giudice di merito in assenza di un evidente travisamento delle fonti di prova. P.Q.M.: rigetto del ricorso e condanna del ricorrente (a spese).
Norme richiamate
Codice Penale - omicidio volontario (art. 575 c.p.)
Il reato contestato è l'omicidio volontario; la Corte riconosce che, pur non essendo Moscatiello l'autore materiale degli spari, la sua condotta può rilevare ai fini del concorso nel delitto come contributo o agevolazione.
Codice Penale - concorso di persone nel reato (art. 110 c.p.)
Il Tribunale e la Corte hanno interpretato la fattispecie come concorso, ritenendo che l'accompagnamento, il supporto operativo e la fuga comune costituiscano elementi idonei a provare adesione e apporto colposo o doloso all'azione dell'autore materiale.
Codice di Procedura Penale - misure cautelari (artt. relativi alle misure cautelari)
In materia cautelare la decisione si fonda sulla sussistenza di gravi indizi e esigenze cautelari; la Corte ribadisce che la valutazione delle prove cautelari (testimonianze, videoriprese, comportamenti post delitto) è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se non per vizio di motivazione o travisamento evidente delle fonti.
Massime di principio
- La combinazione di fonti (testimonianze e videoriprese) può essere valutata congiuntamente per formare un quadro indiziario anche se singoli elementi appaiono parzialmente contrastanti.
- La partecipazione al fatto criminoso può assumere rilevanza anche quando la condotta dell'imputato non consista nell'esecuzione materiale del reato: accompagnamento, supporto logistico, fuga comune e occultamento dell'arma sono elementi che possono configurare concorso o agevolazione.
- Il comportamento post delitto (es. fuga con l'autore, nascondersi insieme) è rilevante ai fini cautelari e probatori perché può dimostrare adesione e consapevolezza, pur non essendo di per sé causa della morte.
- In sede di ricorso per cassazione non è consentito ottenere la riforma del giudizio di merito basandosi solo su una diversa ricostruzione dei fatti: è necessario dimostrare un evidente travisamento delle prove o omissioni logiche nella motivazione.
- La sussistenza delle esigenze cautelari (gravi indizi, pericolo di reiterazione) può giustificare misure restrittive anche se il ruolo dell'indagato è ritenuto 'gregario' o l'indagato è incensurato; il giudice può comunque mitigare la misura (es. arresti domiciliari).
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