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Sentenza

Sentenza n. 14949/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento in parte qua della graduatoria finale di merito approvata dal Ministero dell''Interno il 05/06/2023 laddove, avendo la p.a. illegittimamente precluso agli odierni ricorrenti la partecipazione al concorso, non reca i loro nominativi, come ovvio subordinatamente al buon esito dell''atto di gravame pendente dinanzi al Consiglio di Stato e – di conseguenza – al superamento della prova orale in parola.

Giustizia amministrativa202311198

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: graduatoria finale di merito di un concorso per 1000 posti di allievo vice ispettore della Polizia di Stato, nonché la clausola del bando che precludeva la partecipazione ai candidati che avessero compiuto il ventottesimo anno di età

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti avevano impugnato il bando del concorso pubblico indetto dal Ministero dell'Interno per 1000 posti di allievo vice ispettore della Polizia di Stato, nella parte in cui ammetteva alla procedura soltanto i candidati che non avessero compiuto il ventottesimo anno di età, salvo l'elevamento previsto dall'art. 2049 del d.lgs. n. 66/2010 per chi avesse prestato servizio militare. La clausola, secondo i ricorrenti, aveva illegittimamente precluso loro la partecipazione al concorso. In via conseguenziale era stata impugnata anche la graduatoria finale, nella parte in cui non recava i loro nominativi, subordinatamente all'esito favorevole del giudizio pendente dinanzi al Consiglio di Stato e al superamento della prova orale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. La parte ricorrente aveva dichiarato che il ricorso era stato proposto nelle more della decisione del Consiglio di Stato sul giudizio presupposto e che tale appello era stato respinto. In applicazione del principio dispositivo, la dichiarazione del difensore circa la sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice di decidere il merito della controversia e impone la declaratoria di improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate in ragione del contegno processuale delle parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 2049 d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66

    “[…] il limite di età richiesto è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio prestato, comunque non superiore a tre anni, per i cittadini che hanno prestato servizio militare”

    La disposizione prevedeva l'elevazione del limite di età concorsuale per i cittadini che avessero prestato servizio militare, nei limiti indicati dalla norma.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato mediante collegamento da remoto.

  • art. 13-quater disp. att. c.p.a.

    Richiamato per lo svolgimento da remoto della camera di consiglio.

Massime di principio

  • La dichiarazione del difensore di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, proveniente dalla parte ricorrente, comporta l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In applicazione del principio dispositivo, quando la parte dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio all'esame del merito della controversia e deve pronunciare l'improcedibilità dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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