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Sentenza

Sentenza del 13/04/2018 n. 1669 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IMU - Enti pubblici di edilizia residenziale pubblica - Aliquota tributi - Valore.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pretesa di applicare automaticamente l'aliquota ridotta non è stata accolta. La norma non determina direttamente la riduzione dell'aliquota dallo 0,76% allo 0,38%, ma attribuisce ai Comuni l'intero gettito IMU relativo agli immobili interessati, senza riserva statale. Le note MEF n. 12507/2012 e n. 26160/2012, pur non essendo fonti normative, sono state considerate espressive di un'interpretazione privilegiata e coerente con tale conclusione.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'interpretazione dell'art. 13, comma 10, del d.l. n. 201/2011, come modificato dall'art. 4, comma 5, del d.l. n. 16/2012, con riferimento agli immobili degli enti pubblici di edilizia residenziale pubblica e agli alloggi regolarmente assegnati. Il ricorrente sosteneva che l'esclusione prevista dalla norma comportasse l'applicazione di un'aliquota IMU ridotta, pari allo 0,38% anziché allo 0,76%. L'interpretazione accolta è invece che la disposizione escluda soltanto la riserva allo Stato della quota d'imposta prevista dal comma 11 e l'applicazione del comma 17, lasciando ai Comuni l'intero gettito e la possibilità di determinare un'aliquota più favorevole.

Norme richiamate

  • Art. 13, comma 10, d.l. n. 201/2011, come modificato dall'art. 4, comma 5, d.l. n. 16/2012

    Agli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa ed agli alloggi regolarmente assegnati dagli IAPC e altri istituti comunque denominati non si applicano la riserva della quota di imposta prevista dal comma 11 a favore dello Stato e il comma 17.

    L'esclusione riguarda la riserva statale e l'applicazione del comma 17; non comporta automaticamente la riduzione dell'aliquota IMU, ma consente che l'intero gettito sia destinato al Comune.

  • Art. 13, comma 11, d.l. n. 201/2011

    Prevede la riserva a favore dello Stato di una quota dell'imposta; tale riserva non si applica agli immobili e agli alloggi rientranti nella fattispecie agevolata.

  • Art. 13, comma 17, d.l. n. 201/2011

    La sua applicazione è esclusa per gli immobili considerati dalla norma speciale relativa alle cooperative edilizie a proprietà indivisa e agli alloggi degli IACP.

  • Nota MEF n. 12507/2012, ribadita dalla nota n. 26160/2012

    Le note confermano che l'agevolazione consiste nell'assenza della riserva statale e nell'attribuzione del gettito ai Comuni, non nella riduzione automatica dell'aliquota; pur non essendo fonti di diritto, sono considerate strumenti di interpretazione privilegiata.

Massime di principio

  • Quando una norma esclude la riserva statale di una quota d'imposta, tale esclusione non implica necessariamente una riduzione dell'aliquota complessiva: occorre verificare se la disposizione incida sull'aliquota o soltanto sulla ripartizione del gettito.
  • Per gli immobili degli enti pubblici di edilizia residenziale pubblica, l'aliquota ridotta non si presume automaticamente; deve risultare da una specifica previsione normativa o dalla deliberazione del Comune competente.
  • L'attribuzione dell'intero gettito al Comune può costituire una condizione per consentire all'ente locale di applicare un trattamento più favorevole, ma non equivale di per sé all'applicazione obbligatoria di un'aliquota dimezzata.
  • Le circolari e le note ministeriali non sono fonti normative vincolanti, ma possono avere rilievo interpretativo quando chiariscono una disposizione fiscale ambigua e risultano coerenti con il testo e la finalità della legge.
  • In casi analoghi occorre distinguere tra agevolazioni che riducono la base imponibile, agevolazioni che riducono l'aliquota e disposizioni che modificano soltanto la destinazione o la ripartizione del gettito.

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