Cassazione Penale, Sentenza n. 48678/2022 del 22/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne emesse per tentato omicidio aggravato (ex art. 416-bis.1 c.p.) e per detenzione/porto di arma clandestina. Sportelli deduce la mancata derubricazione in omicidio preterintenzionale (o, comunque, in lesioni) sostenendo l'assenza dell'animus necandi. Patruno deduce quattro censure: 1) mancata derubricazione in lesioni e incompatibilita` del dolo eventuale con il tentato; 2) mancata applicazione della diminuente del concorso anomalo (art. 116 c.p.); 3) erronea qualificazione dell'aggravante "mafiosa"; 4) erronea valutazione della recidiva. Remini propone motivi analoghi a quelli di Patruno (esclusa la censura sulla recidiva). La condanna e` fondata su dichiarazioni di Sportelli (collaboratore), dichiarazioni del gestore del circolo, videoregistrazioni e tabulati telefonici (contatti tra utenze riconducibili a Patruno, Remini e Losacco prima e dopo il fatto).
La decisione
La Corte di legittimita` ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato la valutazione di merito: a) rigettata la richiesta di derubricazione in omicidio preterintenzionale (evento morte non verificatosi) e in lesioni, perché la condotta e` stata ritenuta tentato omicidio con dolo diretto o, comunque, con dolo alternativo, desumibile dall'uso di arma micidiale, dalla pluralita` di colpi, dalla vicinanza tra aggressore e vittima e dalla direzione dei colpi verso zone con organi vitali (lesione consistente: perforazione intestinale); b) confermato il concorso pieno in capo a Patruno e Remini, in ragione di elementi convergenti (presenza con l'esecutore, uso della Vespa intestata a Patruno, fuga insieme, successivo compiacimento di Remini); c) rigettata la doglianza sulla diminuente ex art. 116 c.p. (non applicabile perche` non ricorrono i presupposti del concorso anomalo); d) le aggravanti contestate (anche nella declinazione "mafiosa" e della recidiva) sono state ritenute adeguatamente motivate. Sono state imposte le spese processuali e il pagamento di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 416-bis.1 c.p.
La condotta e` stata qualificata come reato aggravato in relazione all'articolazione mafiosa/associativa: la tentata esecuzione di delitto grave nell'ambito di attivita` criminose riconducibili al clan costituisce elemento aggravante e giustifica l'applicazione della norma
art. 584 c.p.
Norma sull'omicidio preterintenzionale; la Corte ha ritenuto che non possa operare derubricazione in tale fattispecie poiche` nell'omicidio preterintenzionale l'evento morte si e` verificato, mentre nel caso di specie l'evento e` rimasto allo stadio del tentativo
art. 581 e 582 c.p.
Richiamati in relazione alla distinzione tra atti diretti a commettere reati contro la persona e le conseguenze occorse; utilizzati per escludere la simmetria con l'omicidio preterintenzionale
art. 116 c.p.
La diminuente per il concorso anomalo e` applicabile solo quando il partecipante ha compiuto il fatto piu` grave o se lo poteva avere rappresentato come logicamente prevedibile; la Corte ha escluso l'anomalia e ritenuto il concorso pieno
art. 110 c.p.
Applicato per inquadrare i comportamenti dei concorrenti in un concorso ordinario quando non ricorrono i presupposti della fattispecie anomala
art. 99 c.p.
Richiamato in relazione alla contestazione di recidiva/aggravanti personali; la Corte ha ritenuto le aggravanti adeguatamente motivate
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137
Norma procedurale che ha permesso la trasmissione della requisitoria in forma scritta del Procuratore generale; il P.G. ha chiesto l'inammissibilita` dei ricorsi
Massime di principio
- La derubricazione da tentato omicidio a omicidio preterintenzionale non e` percorribile quando l'evento morte non si e` verificato: l'omicidio preterintenzionale richiede che la morte sia effettivamente sopravvenuta come conseguenza di atti diretti a commettere altro delitto
- L'uso di un'arma da fuoco, la pluralita` di colpi, la prossimita` con la vittima e la direzione verso zone vitali sono elementi che, se comprovati, consentono al giudice di desumere il dolo di uccidere (dolo diretto o dolo alternativo) e quindi configurare tentato omicidio
- Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia possono sorreggere la condanna se sono adeguatamente riscontrate da elementi oggettivi (videoriprese, tabulati telefonici, dichiarazioni di terzi); l'assenza di tali riscontri rende invece la prova piu` fragile
- Il concorso anomalo (art. 116 c.p.) si applica solo in casi ben delineati: se il partecipante non ha posto in essere il fatto piu` grave o non lo poteva prevedere come sviluppo dell'azione comune, la qualificazione deve essere quella del concorso ordinario (art. 110 c.p.)
- L'aggravante 'mafiosa' richiede elementi che colleghino l'azione a logiche e a fattori qualificanti dell'associazione mafiosa; il giudice deve motivare puntualmente il nesso con l'organizzazione
- In sede di legittimita` la Corte di Cassazione non riforma semplicemente per un diverso apprezzamento dei fatti: i ricorsi che si limitano a rileggere i fatti senza dimostrare vizi di legge o di motivazione specifici sono frequentemente dichiarati inammissibili
- Le censure generiche o meramente confutative sulle aggravanti o sulla valutazione della prova sono inammissibili se non accompagnate da specifici punti di diritto o da illogicita` della motivazione
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