Sentenza del 15/09/2016 n. 4757 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
ACCERTAMENTO - ONERE DELLA PROVA - IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti - Diritto alla detrazione - Consapevolezza - Frode.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la detrazione dell'IVA relativa a operazioni soggettivamente inesistenti, cioè operazioni effettivamente eseguite ma formalmente fatturate da un soggetto diverso da quello realmente coinvolto o da un soggetto non operativo. Il contribuente sostiene di avere diritto alla detrazione perché non era consapevole, né avrebbe potuto esserlo usando l'ordinaria diligenza, di partecipare a un meccanismo fraudolento finalizzato all'evasione dell'imposta.
La decisione
Il diritto alla detrazione dell'IVA spetta quando il contribuente dimostra l'effettività dell'operazione e la propria estraneità, anche colposa, alla frode. Non è sufficiente, da solo, il mancato pagamento dell'IVA da parte del cedente. L'Ufficio deve provare il fatto oggettivo che il contribuente abbia acquistato da un soggetto non operativo e fornire elementi idonei a dimostrare che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere di partecipare a una frode. In assenza di tale prova, la detrazione non può essere negata.
Norme richiamate
Normativa IVA sul diritto alla detrazione
La detrazione costituisce un diritto del soggetto passivo quando gli acquisti sono effettivi e il contribuente non è consapevole, né colpevolmente inconsapevole, della frode commessa nella catena commerciale.
Principi in materia di operazioni soggettivamente inesistenti e frode IVA
L'Amministrazione finanziaria deve provare sia l'inesistenza soggettiva o la non operatività del cedente, sia gli elementi concreti dai quali desumere che il cessionario conoscesse o avrebbe dovuto conoscere la frode. Il contribuente deve invece dimostrare l'effettività dell'operazione e la propria estraneità fraudolenta.
Massime di principio
- La contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti non comporta automaticamente la perdita della detrazione IVA: occorre valutare anche la conoscenza o conoscibilità della frode da parte del contribuente.
- L'Ufficio deve fornire elementi oggettivi e specifici sulla non operatività del fornitore e sul coinvolgimento consapevole, o colposamente inconsapevole, del cliente; non bastano presunzioni generiche o il solo mancato versamento dell'imposta.
- Il contribuente deve conservare e produrre documentazione idonea a provare l'effettività dell'acquisto e l'ordinaria diligenza adottata nella scelta e nella verifica del fornitore.
- La buona fede del cessionario può essere riconosciuta quando, considerando tutte le circostanze concrete, non esistevano indici anomali tali da imporre ulteriori verifiche.
- Il diritto alla detrazione può essere negato se l'Amministrazione dimostra che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere, con l'ordinaria diligenza professionale, di partecipare a un'operazione fraudolenta.
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