Sentenza n. 10468/2026 - Roma, Sezione 4B
per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia - della nota di rigetto del Ministero dell’Istruzione e del Merito - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l''internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione, a firma del Direttore Generale, Dott.ssa Antonella Tozza, datata 25/10/2024, registro ufficiale U. 0043082. - di tutti gli atti presupposti, consequenziali e connessi, anche non conosciuti e successivi tramite i quali si evince il rigetto dell’istanza presentata da parte ricorrente; - di ogni altro atto e/o provvedimento comunque presupposto, connesso e/o conseguente rispetto ai provvedimenti impugnati, con ampia riserva di proporre successivi motivi aggiunti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento in Italia del titolo di formazione sul sostegno conseguito presso un'università spagnola
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale relativo all'istanza di riconoscimento del titolo estero denominato "Corso in assistenza alle necessità specifiche di sostegno educativo", conseguito presso l'Università San Jorge di Saragozza il 30 settembre 2021. In sede cautelare il TAR aveva sospeso gli effetti del diniego. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito, poiché si è iscritto ai percorsi INDIRE e ha conseguito il titolo di specializzazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del difensore circa l'assenza di un interesse attuale alla prosecuzione del giudizio. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo, non potesse procedere comunque all'esame del merito della controversia. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione delle circostanze complessive e della peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, espressamente dichiarata dal difensore della parte ricorrente, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- La dichiarazione del difensore, proveniente da una parte legittimata a disporre della domanda, circa la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- In applicazione del principio dispositivo, quando il ricorrente dichiara di non avere più un interesse attuale alla prosecuzione del giudizio, il giudice amministrativo non può esaminare d'ufficio il merito della controversia e deve dichiarare l'improcedibilità.
Come è indicizzato
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