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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25561/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Isola chiedeva il pagamento di un compenso professionale di €19.000 sostenendo che Serra si fosse fatto garante, con emissione di assegni e accordo di conto cointestato a firma congiunta, dell'obbligazione di De Candia. In primo grado fu condannato De Candia e rigettata la domanda nei confronti di Serra. In appello Isola ribadì l'esistenza della garanzia e del conto cointestato; la Corte d'appello confermò il rigetto nei confronti di Serra ritenendo che non fosse stata adeguatamente allegata né provata alcuna fideiussione o rapporto diretto tra Isola e Serra. Isola ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) vizio per avere il giudice d'appello escluso l'obbligazione solidale nonostante, a suo dire, si fosse formato giudicato interno; (2) carenza motivazionale e mancata ammissione delle prove relative all'esistenza dell'accordo di garanzia (assegni e conto cointestato).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo e accolto il secondo. Ha ritenuto infondato il rilievo sul presunto giudicato interno e la mancata necessità di appello incidentale nel caso concreto, ma ha censurato la motivazione della Corte d'appello come carente rispetto alle allegazioni e ha rilevato l'illegittima esclusione delle prove richieste. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata cassata rispetto al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte di appello di Roma in diversa composizione per un nuovo esame, comprensivo dell'ammissione delle prove e della valutazione delle allegazioni dell'attore; la Corte di cassazione ha altresì demandato alla corte d'appello rinviata la liquidazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • Cass. SU 11799/2017 (giurisprudenza delle Sezioni Unite)

    Stabilisce i principi su quando il convenuto vittorioso in primo grado deve proporre appello incidentale o riproporre eccezioni ex art. 346 c.p.c.; la Corte di cassazione ha applicato tali principi per escludere la formazione di un giudicato interno che imponesse l'appello incidentale da parte di Serra.

  • art. 346 c.p.c.

    Richiesto per la riproposizione di eccezioni non trattate in primo grado se rilevabili solo a istanza di parte; la Corte ha precisato i limiti dell'onere di riproposizione dell'attore e del convenuto.

  • art. 345 co. 2 c.p.c.

    Consente al giudice d'appello di rilevare d'ufficio eccezioni rilevabili anche d'ufficio; la Corte ha ricordato che tale potere è escluso quando si è formato giudicato interno.

  • art. 329 co. 2 c.p.c.

    Riferimento alla formazione del giudicato interno; la Corte ha valutato se nel caso si fosse formato giudicato che impedisse la devoluzione in appello della questione della garanzia.

  • art. 1937 c.c.

    Principio per cui la volontà di prestare fideiussione deve risultare in modo espresso dal titolo; la Corte d'appello aveva richiamato tale norma per ritenere inesistente la fideiussione non risultante dal titolo, deduzione poi però ritenuta carente di adeguata motivazione dalla Cassazione.

  • art. 1988 c.c.

    Richiamato dalla Corte d'appello per sostenere che l'assegno emesso a favore di un terzo non vale come promessa di pagamento del garante; valutazione che la Cassazione ha ritenuto dovesse essere meglio confrontata con le allegazioni probatorie.

  • art. 132 co. 2 n. 4 c.p.c.

    Regola i requisiti della motivazione della sentenza; la Cassazione ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse insufficiente rispetto alle allegazioni dell'attore, determinando la cassazione parziale.

  • art. 112 c.p.c.

    Norma generale sul diritto di difesa e sul contraddittorio invocata dal ricorrente; la Corte ha preso in considerazione le doglianze relative all'esercizio del diritto alla prova.

  • art. 342 c.p.c.

    Norma che disciplina l'ammissione delle prove; la censura ha riguardato la mancata ammissione delle prove richieste dall'attore, ritenuta dalla Cassazione suscettibile di pregiudizio.

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla qualificazione e formazione del negozio giuridico (accordo di garanzia); la Corte ha valutato che la questione richiedeva adeguata istruttoria e motivazione.

Massime di principio

  • Per ritenere un terzo (garante) obbligato in solido occorre allegare e, se necessario, provare un rapporto diretto o una manifestazione esplicita di consenso (fideiussione) che risulti dal titolo: semplici riferimenti a assegni emessi a favore di terzi possono non essere sufficienti senza l'allegazione del vincolo giuridico.
  • Se il giudice di primo grado ha esaminato e rigettato un'eccezione di merito in modo espresso o implicito, il convenuto vittorioso deve proporre appello incidentale per devolvere la questione al giudice d'appello; diversamente l'eccezione può ritenersi preclusa.
  • Quando il primo giudice non ha esaminato una eccezione rilevabile solo a istanza di parte, questa va riproposta espressamente ex art. 346 c.p.c.; se è rilevabile d'ufficio, il giudice d'appello può rilevarla ex art. 345 co.2 c.p.c.
  • La motivazione della sentenza deve confrontarsi concretamente con le allegazioni fondamentali delle parti (art.132 c.p.c.): affermazioni perentorie che contraddicono documenti o allegazioni possono portare a cassazione per vizio di motivazione.
  • La negazione dell'ammissione delle prove richieste, se rilevante per la decisione, viola il diritto alla prova e può determinare la cassazione con rinvio per nuovo esame istruttorio.
  • In cause che coinvolgono presunte garanzie infruttifere, è cruciale documentare i negozi dispositivi (assegni, accordi di conto cointestato, mandati) e ottenere l'ammissione delle prove documentali e testimonali necessarie in primo grado per evitare preclusioni successive.

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