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Sentenza

Sentenza del 08/03/2019 n. 6831 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania, che aveva riconosciuto la legittimità dell'avviso di liquidazione relativo alle imposte di registro, ipotecaria e catastale. In primo luogo, sosteneva che l'appello dell'Agenzia fosse inammissibile perché notificato presso lo studio del precedente difensore, dopo la sua rinuncia al mandato e la variazione del domicilio eletto. In secondo luogo, denunciava violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, affermando che la CTR avesse fondato la decisione sulla natura strumentale dell'immobile, anziché sulla qualifica imprenditoriale del cedente. Infine, contestava il riferimento all'elusione fiscale, sostenendo che la trasformazione dell'ex complesso alberghiero in unità residenziali avesse una reale ragione economica e non fosse finalizzata esclusivamente a ottenere un vantaggio fiscale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto valida, sebbene viziata da nullità sanabile, la notificazione dell'appello effettuata presso lo studio del precedente difensore, poiché tale luogo conservava un collegamento con la società e la costituzione in giudizio aveva sanato il vizio con effetto retroattivo. Nel merito, ha affermato che l'agevolazione dell'imposta di registro all'1% richiede, tra gli altri presupposti, che il trasferimento riguardi fabbricati rientranti nell'ambito dell'esenzione IVA prevista dall'art. 10, comma 1, n. 8-bis, del D.P.R. n. 633/1972 e non beni strumentali. L'originario complesso alberghiero è stato qualificato come bene strumentale; la successiva trasformazione in residence e il frazionamento in appartamenti non hanno consentito di applicare il regime agevolato. Il riferimento all'elusione fiscale è stato ritenuto argomentazione ulteriore e non decisiva. La società è stata condannata al pagamento di 4.000 euro per compensi, oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento di un ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, comma 1, quinto periodo, Tariffa, Parte Prima

    Se il trasferimento avente per oggetto fabbricati o porzioni di fabbricato è esente dall'imposta sul valore aggiunto ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, comma 1, n. 8-bis), ed è effettuato nei confronti di imprese che hanno per oggetto esclusivo o principale dell'attività esercitata la rivendita di beni immobili, a condizione che nell'atto l'acquirente dichiari che intende trasferirli entro tre anni: 1%

    L'aliquota agevolata richiede il concorso di tutti i presupposti previsti dalla norma: acquirente qualificato come impresa immobiliare, dichiarazione di rivendita entro tre anni e trasferimento avente ad oggetto un immobile rientrante nel regime di esenzione IVA. Un bene strumentale, come un complesso alberghiero, non beneficia dell'agevolazione se non rientra nella previsione normativa.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, comma 1, n. 8-bis

    Sono esenti dall'imposta: ... le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato diversi da quelli di cui al n. 8-ter)

    La disposizione delimita le cessioni immobiliari esenti da IVA. L'agevolazione dell'imposta di registro prevista per le imprese che acquistano immobili da rivendere opera soltanto quando il trasferimento sia effettivamente riconducibile a tale ambito di esenzione.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 17

    Le comunicazioni e le notificazioni vengono eseguite, salva consegna in mani proprie, nel domicilio eletto, o, in mancanza, nella residenza dichiarata dalla parte nel suo primo atto

    La notifica eseguita in un luogo diverso da quello risultante dalla variazione di domicilio non è necessariamente inesistente. Se il luogo presenta comunque un collegamento con il destinatario, il vizio è normalmente qualificabile come nullità e può essere sanato dalla costituzione in giudizio o dalla rinnovazione della notifica.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 17, in relazione all'art. 85 c.p.c.

    La variazione del difensore e del domicilio eletto produce effetti processuali secondo le modalità e i termini previsti, ma l'eventuale notifica presso il precedente difensore non è inesistente quando permane un collegamento qualificato con la parte.

  • D.L. n. 669 del 1996, art. 3, convertito dalla L. n. 30 del 1997

    Ha introdotto il regime agevolato dell'imposta di registro per determinati trasferimenti immobiliari effettuati a favore di imprese con attività principale di rivendita, subordinandolo alle condizioni previste dalla Tariffa, Parte Prima, del D.P.R. n. 131/1986.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis

    La norma, richiamata nel motivo di ricorso, riguarda il contrasto alle operazioni elusive. La Corte ha tuttavia precisato che la questione dell'elusività era irrilevante, perché il rigetto dell'agevolazione si fondava già sull'assenza dei requisiti oggettivi relativi alla natura del bene.

  • Art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciarsi nei limiti della domanda e delle eccezioni dedotte. Non vi è ultrapetizione quando la decisione valorizza una diversa circostanza giuridicamente rilevante, purché essa rientri nel thema decidendum e costituisca sviluppo delle contestazioni già proposte.

  • Art. 115 c.p.c.

    Il giudice decide sulla base delle prove dedotte dalle parti, salvo i poteri previsti dalla legge. Nel caso esaminato, la qualificazione dell'immobile come bene strumentale risultava dagli elementi acquisiti e dalla valutazione del giudice di merito.

  • Art. 37 Cost.

    È stato richiamato dalla ricorrente, ma non ha assunto un ruolo decisivo nella soluzione della controversia.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    In caso di rigetto integrale dell'impugnazione, la parte ricorrente è tenuta a versare un ulteriore importo pari al contributo unificato già dovuto.

Massime di principio

  • Per ottenere un'agevolazione fiscale prevista per le imprese immobiliari non è sufficiente dichiarare nell'atto l'intenzione di rivendere il bene entro il termine previsto: devono sussistere tutti i requisiti oggettivi e soggettivi stabiliti dalla legge.
  • La natura del bene al momento del trasferimento è determinante. Un immobile strumentale all'attività, come un albergo o un complesso ricettivo, può essere escluso dall'agevolazione anche se viene successivamente trasformato, frazionato o destinato alla rivendita residenziale.
  • Le modifiche urbanistiche o catastali effettuate prima della vendita non garantiscono automaticamente il trattamento fiscale agevolato; occorre verificare la sostanza economica e la riconducibilità dell'immobile alla fattispecie normativa.
  • Una notifica effettuata presso il precedente difensore, dopo la variazione del domicilio, può essere nulla ma non necessariamente inesistente. Se esiste un collegamento con il destinatario e la parte si costituisce, il vizio può essere sanato retroattivamente.
  • Quando la decisione è fondata autonomamente sull'assenza dei requisiti dell'agevolazione, le eventuali argomentazioni aggiuntive sull'elusione fiscale non incidono sull'esito e non sono utilmente censurabili se prive di efficacia decisoria.
  • In materia tributaria, il giudice può valorizzare una diversa qualificazione giuridica dei fatti già discussi dalle parti senza incorrere in ultrapetizione, purché non introduca una causa petendi completamente nuova.

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