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Sentenza

Sentenza n. 13814/2026 - Roma, Sezione 2

PER L'ANNULLAMENTO, PREVIA SOSPENSIVA: - della Nota del 5 settembre 2025, prot. CF N° 177438 (All. 1), con cui il Municipio V ha interrotto il silenzio serbato sull' istanza presentata dalla Società sportiva ricorrente e sui reiterati solleciti, volti ad ottenere il prolungamento della concessione dell'impianto sportivo di proprietà comunale, sito in Roma, Viale Giorgio De Chirico, n. 113/115; - nonché di tutti gli atti ad essa presupposti, conseguenti e comunque connessi;

Giustizia amministrativa202513719

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota del Municipio V che ha respinto l’istanza di prolungamento della concessione dell’impianto sportivo e si è pronunciata negativamente sull’autorizzazione a interventi di manutenzione straordinaria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (concessionario)

Prevale il privato

La controversia

La società concessionaria ha impugnato la nota del 5 settembre 2025 con cui la Direzione Tecnica del Municipio V di Roma Capitale aveva respinto l’istanza di ulteriore prolungamento della concessione dell’impianto sportivo, richiesto in relazione a lavori eseguiti dalla concessionaria con risorse proprie, e aveva espresso una posizione negativa anche sull’istanza di autorizzazione a interventi di manutenzione straordinaria. Con riferimento alla proroga, la ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 11 del regolamento comunale approvato con D.C.C. n. 170/2002, dell’art. 22 del successivo regolamento approvato con D.A.C. n. 11/2018, dell’art. 3 l. n. 241/1990 e dell’art. 26 del regolamento approvato con D.A.C. n. 186/2023, nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria, illogicità, incongruità e falsità dei presupposti. La società ha sostenuto che l’accordo relativo ai lavori risultava dallo scambio di note con l’amministrazione e dall’impegno assunto nel 2015; che i lavori erano stati eseguiti congiuntamente con il Municipio, sotto la medesima direzione tecnica; e che la documentazione relativa alle opere era stata trasmessa, anche in riscontro a richieste dell’amministrazione. Ha inoltre contestato l’erroneo riferimento della nota impugnata a lavori diversi da quelli effettivamente realizzati. Quanto alla manutenzione straordinaria, ha dedotto la violazione dell’art. 10 del regolamento approvato con D.A.C. n. 186/2023, dell’art. 3 l. n. 241/1990 e l’eccesso di potere per travisamento, difetto di istruttoria, falsità dei presupposti e illogicità, sostenendo di avere eseguito la manutenzione ordinaria e che gli interventi prospettati derivavano da cedimenti non ispezionabili o imprevedibili e dal fisiologico degrado della copertura. Roma Capitale ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, ritenendo la nota meramente endoprocedimentale e adottata da un organo incompetente.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha respinto l’eccezione secondo cui la nota sarebbe stata meramente endoprocedimentale, rilevando che, pur essendo normalmente impugnabili gli atti conclusivi del procedimento, sono immediatamente lesivi anche gli atti interlocutori che determinano un arresto procedimentale o conformano in modo netto la decisione finale. Nel caso concreto, la nota era lesiva perché fondata sul travisamento degli interventi eseguiti e pretendeva documentazione ritenuta non producibile, così arrestando il procedimento e orientandone negativamente l’esito. Nel merito, il primo motivo è stato accolto: la Direzione Tecnica aveva confuso i lavori indicati al punto 5 della nota del Dipartimento Sport del 24 luglio 2013 con quelli effettivamente eseguiti dalla concessionaria in relazione al punto 3 della medesima nota. L’accordo scritto relativo ai lavori risultava dallo scambio di missive e dall’impegno della concessionaria del 15 febbraio 2015; le autorizzazioni, i titoli e le certificazioni dovevano essere valutati alla luce del fatto che le opere erano state programmate e realizzate congiuntamente con il Municipio, sulla base di elaborati e computi comuni e sotto la stessa direzione tecnica. Il TAR ha inoltre affermato che, quando l’amministrazione si avvale del contributo economico e operativo del concessionario per realizzare lavori su un impianto di propria competenza, deve attivarsi diligentemente e tempestivamente per verificare la completezza documentale, fornire le indicazioni necessarie e tutelare il buon funzionamento dell’impianto, senza limitarsi ad attendere una documentazione indistinta. È stato accolto anche il secondo motivo. Ai sensi dell’art. 10 del regolamento comunale approvato con D.A.C. n. 186/2023, a fronte di un’istanza di autorizzazione a lavori di manutenzione straordinaria, l’amministrazione deve avviare sollecitamente un procedimento in contraddittorio per verificare la sussistenza delle condizioni previste dalla norma. Nel caso concreto tale istruttoria era mancata: la Direzione aveva apoditticamente escluso l’esecuzione di manutenzioni ordinarie, rinviato a future indagini non calendarizzate l’accertamento del terreno e posto a carico della concessionaria l’elaborazione di un progetto senza previamente definire adeguatamente il quadro istruttorio. Il TAR ha quindi annullato la nota impugnata. In sede conformativa ha imposto all’ufficio competente di riesaminare in effettivo contraddittorio l’istanza di proroga, considerando i lavori eseguiti, la normativa applicabile e la documentazione già acquisita, fornendo se necessario indicazioni per completare l’istruttoria, nonché di avviare sollecitamente il procedimento in contraddittorio sull’istanza di manutenzione straordinaria. Roma Capitale è stata condannata al pagamento di 3.000 euro oltre accessori per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 11 Regolamento per gli impianti sportivi di proprietà comunale, approvato con D.C.C. n. 170/2002

    La disposizione è richiamata quale base normativa della proroga della concessione in relazione agli interventi e lavori realizzati dal concessionario.

  • art. 22 Regolamento degli impianti sportivi comunali, approvato con D.A.C. n. 11/2018

    La disposizione è indicata dalla ricorrente tra le norme applicabili alla richiesta di prolungamento della concessione.

  • art. 26 Regolamento comunale approvato con D.A.C. n. 186/2023

    La disposizione è indicata dalla ricorrente tra le norme rilevanti per la proroga della concessione; il giudice richiama la normativa applicabile già individuata dall’amministrazione nella nota del 2 febbraio 2024.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    È richiamato in relazione all’obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo.

  • art. 10 Regolamento per la gestione e l’utilizzo degli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale, approvato con D.A.C. n. 186/2023

    Laddove si renda necessaria, nel corso della concessione, l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria, che non sia conseguente alla mancata manutenzione ordinaria, o finalizzati all’adeguamento alla normativa vigente con carattere di urgenza, se non inseriti nel disciplinare di concessione, l’Amministrazione potrà autorizzarne l’esecuzione a carico del concessionario, prevedendo la riduzione o eliminazione del canone per gli anni rimanenti (…)

    A fronte di un’istanza di autorizzazione a interventi di manutenzione straordinaria, l’amministrazione deve avviare sollecitamente un procedimento in contraddittorio per verificare la sussistenza delle condizioni previste dalla norma e assumere le conseguenti determinazioni.

  • art. 117 c.p.a.

    È richiamato in relazione al precedente ricorso proposto contro il silenzio dell’amministrazione, dichiarato improcedibile dopo l’adozione della nota impugnata.

Massime di principio

  • Sono immediatamente impugnabili gli atti interlocutori che, pur non concludendo formalmente il procedimento, determinano un arresto procedimentale o conformano in modo netto e negativo il contenuto dell’atto finale, rendendo attuale la lesione dell’interesse del destinatario.
  • Quando l’amministrazione realizza lavori su un bene pubblico avvalendosi del contributo economico e operativo del concessionario, deve verificare diligentemente e tempestivamente la completezza della documentazione necessaria, fornendo al privato le indicazioni utili e non può limitarsi a pretendere genericamente documenti che non risultino formati o producibili.
  • La valutazione della documentazione relativa a lavori eseguiti dal concessionario deve essere coerente con l’effettivo oggetto degli interventi concordati e realizzati; il travisamento dei lavori e dei relativi presupposti integra un vizio di istruttoria e di motivazione idoneo a inficiare il provvedimento.
  • A fronte di un’istanza di autorizzazione a lavori di manutenzione straordinaria prevista dal regolamento comunale, l’amministrazione deve instaurare un procedimento effettivo e tempestivo in contraddittorio con il concessionario, verificando concretamente le condizioni normative dell’intervento prima di assumere una decisione.
  • Il principio di buona fede e collaborazione impone all’amministrazione, nei procedimenti relativi alla gestione di beni pubblici e ai rapporti concessori, di cooperare con il privato e di svolgere un’istruttoria effettiva, soprattutto quando la decisione può comportare il sacrificio integrale dell’interesse privato.
  • L’annullamento di un diniego viziato impone all’amministrazione di riesercitare il potere nel rispetto dell’effetto conformativo della sentenza, valutando la documentazione già acquisita, considerando gli interventi effettivamente eseguiti e instaurando, ove necessario, un contraddittorio procedimentale.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaBuona fede e correttezza della PAEffetto conformativo e riedizione del potere

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