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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46067/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 17/02/2022 che, in parziale riforma del giudizio di primo grado, aveva dichiarato estinto per prescrizione il capo 2) e rideterminato le pene per i restanti reati di bancarotta fraudolenta. I ricorrenti contestavano: 1) la carenza dell'elemento soggettivo in capo a Spagna Andrea, sostenendo che fosse solo amministratore di diritto, posto che la gestione di fatto era del padre Roberto e che il rapporto filiale portava ad affidamento totale sul padre; 2) l'asserita insussistenza dell'elemento oggettivo della distrazione patrimoniale rispetto al contratto di affitto di ramo d'azienda, rilevando che il contratto avrebbe potuto dar luogo ad azione esecutiva per il recupero dei crediti e dunque non costituirebbe distrazione ma mero inadempimento.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ritenuto che i motivi formulati fossero generici e mirassero a ottenere una nuova valutazione dei fatti, cosa non consentita in sede di legittimità. I giudici di merito non avevano basato la responsabilità di Spagna Andrea solo sul rapporto di parentela, ma avevano evidenziato la partecipazione concorde padre-figlio alla stipula del contratto di affitto d'azienda, la qualità formale di amministratore di Andrea e l'assenza di versamenti del corrispettivo contrattuale (euro 15.000 mensili) verso la società poi fallita. Per tali elementi è stata ritenuta provata la consapevole partecipazione alla distrazione. Conseguentemente sono state imposte ai ricorrenti le spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il versamento di una somma a titolo di ammenda di Euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • Decreto-legge n. 137/2020, art. 23, comma 8, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. dalla legge 18/12/2020, n.176

    La Corte ha applicato la disposizione procedurale che ha consentito la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti, con contestuale acquisizione delle conclusioni scritte delle parti medesime.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    In base all'art. 616 c.p.p. la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e, quando l'inammissibilità derivi da profili di colpa dell'atto impugnatorio, il pagamento di una somma a titolo di ammenda alla cassa delle ammende; la Corte ha ritenuto sussistenti profili di colpa e ha quantificato l'ammenda in Euro 3.000,00.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: i motivi che chiedono una nuova valutazione delle prove o delle contestuali inferenze dei giudici di merito sono inammissibili.
  • L'amministratore di diritto può essere ritenuto responsabile per bancarotta fraudolenta patrimoniale quando, pur essendo solo formalmente titolare, partecipa consapevolmente ad atti formali (es. contratto di affitto d'azienda) che manifestano la natura distrattiva e dalla cui esecuzione non risultano i corrispettivi dovuti.
  • Il rapporto di parentela non è di per sé prova di responsabilità, ma non esclude la responsabilità se sussistono elementi concreti che dimostrano la partecipazione volontaria e consapevole dell'amministratore formale.
  • La qualificazione di un atto come distrattivo non viene derogata dalla sola possibilità teorica di agire esecutivamente per il recupero dei canoni: la valutazione deve considerare il contesto concreto e indizi come la mancata corresponsione dei canoni e la finalità di spogliare la società dei beni, clienti e crediti.
  • Nei ricorsi per cassazione è fondamentale confrontarsi puntualmente con le argomentazioni delle decisioni di merito; la mancata contestazione diretta e motivata delle ragioni dei giudici di merito rende il motivo inammissibile.

Testo integrale

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