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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04450/2025 del 04/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di appello che lo ha ritenuto responsabile del reato di evasione, deducendo in modo generico una questione sull'elemento psicologico del reato e sostenendo che il proprio stato di alterazione psicofisica avrebbe inciso sulla capacità di intendere e di volere. Contesta inoltre l'applicazione della recidiva, assumendo che la Corte territoriale si sia limitata a valorizzare i precedenti penali. La decisione di merito, invece, ha ritenuto che il dolo dell'evasione sia generico e ha valorizzato, ai fini della recidiva, il fatto che tre episodi di evasione, commessi a distanza di pochi giorni, fossero indice di accentuata capacità a delinquere, anche perché avvenuti dopo la sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che le doglianze sull'elemento soggettivo fossero generiche e già adeguatamente disattese in appello, poiché il dolo del reato di evasione è generico e lo stato di alterazione psicofisica allegato non era stato illustrato con elementi concreti né era tale da integrare un vizio di mente. Ha inoltre reputato infondata la censura sulla recidiva, poiché la Corte di appello non si era limitata a registrare i precedenti penali, ma aveva argomentato sulla base di tre condotte evasive ravvicinate e successive alla fruizione della sospensione condizionale della pena. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Il reato di evasione è caratterizzato da dolo generico; la semplice allegazione di uno stato di alterazione psicofisica, se non concretamente specificata e non riconducibile a un vizio di mente, non incide di per sé sull'elemento soggettivo.

  • recidiva

    La recidiva può essere motivata non solo sulla base dei precedenti penali, ma anche valorizzando la reiterazione ravvicinata delle condotte e la dimostrazione di una accentuata capacità a delinquere, specie se i fatti sono successivi al beneficio della sospensione condizionale della pena.

  • Cassa delle ammende

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente può essere condannato al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.

Massime di principio

  • Nel reato di evasione l'elemento soggettivo è integrato dal dolo generico; pertanto, per escluderlo, non basta una deduzione apodittica di alterazione psicofisica, occorrendo un'allegazione concreta e specifica idonea a incidere sulla capacità di volere o a integrare un effettivo vizio di mente.
  • Le censure di legittimità che si limitano a riproporre in modo generico questioni già esaminate e confutate dal giudice di merito sono manifestamente infondate e possono condurre alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.
  • La recidiva è legittimamente motivata quando il giudice non si arresti alla mera constatazione dei precedenti, ma valorizzi dati fattuali ulteriori, come la serialità delle condotte e la loro prossimità temporale, da cui desumere una maggiore capacità a delinquere.
  • La reiterazione di più episodi analoghi in un breve arco temporale, specie dopo la concessione di benefici penali, può essere indice significativo di una più intensa pericolosità e sorreggere il giudizio di recidiva.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneCircostanze del reato
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaParte generale
IstitutiRecidiva

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