Sentenza del 27/05/2020 n. 9889 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia ha impugnato la decisione della Commissione tributaria regionale che aveva annullato (in tutto o in parte) avvisi di rettifica doganale e IVA relativi a importazioni operate dalla società resistente. L'Ufficio contestava che il valore in dogana dichiarato non includesse le royalties pagate dalla contribuente alla licenziante, sostenendo che tali corrispettivi dovevano essere aggiunti al valore in dogana perché costituivano una "condizione della vendita" delle merci importate, in ragione del controllo/ potere di orientamento esercitato dal licenziante sui fornitori e sul processo produttivo.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia, ritenendo errata la valutazione della Commissione regionale che aveva escluso l'applicabilità della rettifica basata sulle royalties. La Corte ha richiamato la normativa e la giurisprudenza UE (es. GE Healthcare) stabilendo che l'inclusione delle royalties nel valore in dogana richiede tre condizioni cumulative: (1) le royalties non siano state incluse nel prezzo effettivamente pagato; (2) si riferiscano alle merci da valutare; (3) costituiscano una condizione della vendita. Ha precisato che il requisito della "condizione di vendita" può desumersi anche da un potere di controllo o di orientamento del licenziante sul venditore o sul produttore (es. approvazione del fornitore, diritto di ispezione, controllo qualità), e che la Commissione regionale aveva omesso di valutare correttamente tale potere nel caso concreto. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale della Liguria in diversa composizione per nuovo esame; i ricorsi incidentali della contribuente sono stati dichiarati inammissibili.
Norme richiamate
Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario)
Art. 29: il valore in dogana è di regola il valore di transazione; va considerato il valore economico reale. Art. 32: i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci vanno aggiunti al prezzo se non inclusi e se costituiscono condizione della vendita.
Regolamento (CEE) n. 2454/93 (disposizioni d'applicazione)
art. 157, art. 159, art. 160, art. 143 (richiamato)
Art. 157 e seguenti: chiariscono la nozione di corrispettivi/diritti di licenza rilevanti per l'art. 32, richiedendo che siano relativi alle merci in valutazione e costituiscano condizione di vendita; art. 159 disciplina i diritti per marchi commerciali; art. 160 indica che è condizione di vendita quando il venditore o persona ad esso legata richiede il pagamento.
Regolamento (UE) n. 952/2013 (nuovo Codice doganale)
Riafferma il principio del valore di transazione e include tra gli elementi da aggiungere al valore in dogana i corrispettivi e i diritti di licenza che l'acquirente è tenuto a pagare come condizione della vendita.
Regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/2447
Art. 127 definisce la nozione di controllo (capacità di imporre orientamenti); art. 136 elenca condizioni alternative che fanno ritenere il pagamento delle royalties come condizione della vendita (es. richiesta dal venditore, pagamento per soddisfare obblighi del venditore, impossibilità di vendere senza il pagamento).
Dottrina/soft law TAXUD
TAXUD/800/2002 (Commento n.11), TAXUD/B4/2016
Forniscono elenchi di indicatori utili per valutare l'esistenza di un controllo/ potere di orientamento del licenziante (es. scelta del produttore, controllo qualità, limitazioni ai fornitori, fissazione di condizioni di prezzo). Pur non vincolanti, sono strumenti interpretativi importanti per un'applicazione uniforme del codice doganale.
Giurisprudenza UE
Causa GE Healthcare (Corte di Giustizia UE, 9 marzo 2017) e altre citate
Ha enucleato le tre condizioni cumulative per l'inclusione delle royalties nel valore in dogana e ha chiarito come valutare il requisito della 'condizione di vendita', inclusa l'ipotesi in cui il beneficiario delle royalties sia distinto dal venditore ma eserciti controllo.
Massime di principio
- Per includere royalties nel valore in dogana devono ricorrere tre condizioni cumulative: non incluse nel prezzo, riferite alle merci importate e costituenti condizione della vendita.
- La 'condizione di vendita' può essere implicita: non è necessario che il contratto esprima espressamente il vincolo; può desumersi da un potere di controllo/orientamento del licenziante.
- Il concetto di 'controllo' va interpretato in senso ampio (potere di costrizione o di orientamento), valutabile anche attraverso una combinazione di elementi (es. approvazione del fornitore, diritto di ispezione, controllo qualità, limitazioni sui fornitori o sulla produzione).
- Gli indicatori elencati nei documenti TAXUD sono utili guida operativa: nessuno è decisivo da solo, ma la combinazione può dimostrare il potere di orientamento.
- La verifica del possesso o meno del potere di controllo è questione di fatto riservata al giudice di merito, ma il corretto inquadramento normativo di quei fatti (sussunzione) è sindacabile in sede di legittimità.
- Anche se il beneficiario delle royalties è una terza parte diversa dal venditore, le royalties possono essere incluse nel valore in dogana se la terza parte esercita un controllo che rende il pagamento condizione della vendita.
- In situazioni analoghe, l'amministrazione doganale deve documentare gli elementi fattuali che dimostrano il potere di orientamento; l'importatore/privato deve invece dimostrare l'assenza di tale potere o che le royalties non sono connesse alle merci importate.
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