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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15985/2025 del 15/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente pubblico)

La controversia

La controversia nasce dall’impugnazione di un avviso di accertamento IMU relativo agli anni 2012-2015, con il quale il Comune chiedeva il recupero dell’imposta per 21 unità immobiliari situate nell’area portuale di Napoli. In primo e secondo grado il ricorso dell’Agenzia del Demanio era stato rigettato, ritenendosi non applicabile l’esenzione per gli immobili destinati ad uso istituzionale o pubblico. In cassazione la ricorrente ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato omessa motivazione e violazione degli artt. 112 e 132 c.p.c. e dell’art. 36 d.lgs. 546/1992, sostenendo che la CTR non aveva esaminato l’eccezione di difetto di legittimazione passiva rispetto ai beni ricadenti nell’area portuale e, in particolare, la circostanza della consegna di alcuni immobili nel 1974 al Consorzio Autonomo del Porto di Napoli; con il secondo motivo ha dedotto, in subordine, la violazione dell’art. 9 d.lgs. 23/2011 e dell’art. 6 l. 84/1994, assumendo che il verbale di consegna delle unità immobiliari e il quadro normativo portuale avrebbero escluso la propria soggettività passiva o comunque imposto una diversa qualificazione del rapporto.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso e non ha esaminato il secondo, ritenuto assorbito. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, in diversa composizione, affinché esamini il verbale di consegna del 1974, verifichi quali beni siano stati effettivamente consegnati e ne valuti la natura giuridica alla luce della disciplina portuale e demaniale richiamata, al fine di stabilire se l’Agenzia del Demanio sia o meno soggetto passivo IMU. Il giudice di rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 327, comma 1, c.p.c.

    richiamato per verificare la tempestività del ricorso per cassazione in assenza di notificazione della sentenza impugnata.

  • art. 38, comma 3, d.lgs. n. 546 del 1992

    richiamato come norma che coordina, nel processo tributario, il termine per impugnare con l’art. 327 c.p.c.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    base del primo motivo, per denunciare nullità della sentenza per omessa motivazione/violazione del paradigma motivazionale e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • artt. 112 e 132 c.p.c.

    richiamati per censurare l’omessa pronuncia/motivazione della CTR sul difetto di legittimazione passiva eccepito dalla ricorrente.

  • art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992

    richiamato quale parametro della motivazione della sentenza tributaria.

  • art. 1, r.d. 18 novembre 1923, n. 2440

    I beni immobili dello Stato, tanto pubblici quanto posseduti a titolo di privata proprietà, sono amministrati a cura del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, salve le eccezioni stabilite da leggi speciali. I beni immobili assegnati ad un servizio governativo s'intendono concessi in uso gratuito al ministero da cui il servizio dipende e sono da esso amministrati. Tosto che cessi tale uso passano all'amministrazione delle finanze. Ciascun ministero provvede all'amministrazione dei beni mobili assegnati ad uso proprio o di servizi da esso dipendenti, salve le disposizioni speciali riguardanti i mobili di ufficio.

    la Corte lo richiama come disciplina tuttora vigente sull’amministrazione dei beni immobili dello Stato, rilevante per individuare l’assetto dominicale e gestionale dei beni in causa.

  • d.l. 11 gennaio 1974, n. 1, art. 19, conv. in l. 11 marzo 1974, n. 46

    Le aree, i beni e le opere del demanio marittimo, nonché le attrezzature e tutti gli altri beni di proprietà dello Stato esistenti negli ambiti portuali della circoscrizione del Consorzio, ad eccezione di quelli occorrenti ai servizi di spettanza dello Stato, saranno consegnati al Consorzio, con le modalità di cui all'art. 36 del regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima).

    viene considerato per ricostruire il regime della consegna dei beni del demanio marittimo al Consorzio autonomo del porto di Napoli.

  • l. 11 marzo 1974, n. 46

    richiamata come legge di conversione del decreto istitutivo del Consorzio autonomo del porto di Napoli.

  • l. n. 84 del 1994, art. 1, comma 1, lett. g)

    richiamato per evidenziare la vigenza del Consorzio autonomo del porto di Napoli nel sistema portuale ridisegnato dalla riforma del 1994.

  • l. n. 84 del 1994, art. 20, comma 5

    Le Autorità portuali dei porti di cui all'articolo 2, sono costituite dal 1° gennaio 1995 e da tale data assumono tutti i compiti di cui all'articolo 6 e ad esse è trasferita l'amministrazione dei beni del demanio marittimo compresi nella circoscrizione territoriale come individuata ai sensi dell'articolo 6. ... Fino alla data della avvenuta dismissione secondo quanto previsto dal comma 2, le organizzazioni portuali e le Autorità portuali sono considerate, anche ai fini tributari, un unico soggetto; successivamente a tale data, le Autorità portuali subentrano alle organizzazioni portuali nella proprietà e nel possesso dei beni in precedenza non trasferiti e in tutti i rapporti in corso.

    utilizzato per affermare la successione delle autorità portuali alle organizzazioni portuali e la rilevanza del passaggio di proprietà/possesso ai fini tributari.

  • d.l. 11 gennaio 1974, n. 1, art. 19

    richiamato nella ricostruzione del regime dei beni portuali consegnati al Consorzio autonomo del porto.

  • regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima), art. 36

    La destinazione temporanea ad altri usi pubblici nell'interesse di altre amministrazioni dello Stato di determinate parti del demanio marittimo, di cui all'articolo 34 del codice, è autorizzata dal ministro dei trasporti e della navigazione e consta da processo verbale di consegna redatto dal capo del compartimento. Essa, salvo per i porti di cui all'articolo 19 del codice, non importa corresponsione di canone. ...

    la Corte sottolinea che la consegna dei beni deve risultare da verbale e che il suo esame è decisivo per verificare la destinazione e la soggettività passiva.

  • art. 9, d.lgs. n. 23 del 2011

    norma sull’IMU richiamata dalla CTR e dalla ricorrente per la disciplina della soggettività passiva/esenzione sugli immobili degli enti.

  • art. 6, l. n. 84 del 1994

    richiamato nel secondo motivo per sostenere la configurabilità della concessione ex lege nell’ambito della disciplina portuale.

Massime di principio

  • Quando la decisione impugnata non affronta un fatto storico decisivo specificamente dedotto dalla parte e potenzialmente idoneo a mutare l’esito della lite, la sentenza è viziata per omessa motivazione/omessa pronuncia nella parte in cui non considera tale circostanza.
  • Nel giudizio di legittimità, il principio iura novit curia consente alla Corte di accogliere il ricorso per una ragione di diritto diversa da quella prospettata, purché la riqualificazione avvenga sulla base dei fatti già accertati nei gradi di merito e senza violare il principio dispositivo.
  • In controversie relative a imposte su beni demaniali o portuali, l’accertamento della soggettività passiva richiede la verifica concreta del titolo e della modalità di consegna o gestione del bene, e non può prescindere dall’esame degli atti formali che documentano la destinazione del bene stesso.
  • Quando una normativa speciale prevede la successione tra enti o soggetti pubblici nella proprietà o nel possesso dei beni e nei rapporti in corso, il giudice deve accertare in concreto se il bene sia effettivamente rientrato nella sfera di disponibilità del soggetto attualmente destinatario dell’imposizione.
  • L’eventuale qualificazione di un atto come verbale di consegna o come titolo idoneo a fondare una diversa destinazione giuridica del bene può essere decisiva ai fini dell’imposta e deve essere oggetto di specifico scrutinio del giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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