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Sentenza

Sentenza del 12/08/2022 n. 2527 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria

Accertamento - Operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti - Onere della prova

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

impugnazione di un atto di accertamento con il quale l'Amministrazione aveva disconosciuto la deducibilità di costi e la detrazione IVA sostenendo che le operazioni documentate fossero oggettivamente e/o soggettivamente inesistenti; la questione verte sull'onere della prova circa la fittizietà delle operazioni e sulla rilevanza delle scritture contabili e delle fatture come prova del costo e del diritto alla detrazione.

La decisione

la sentenza ha affermato che l'onere di provare la fittizietà di operazioni contestate grava sull'Amministrazione finanziaria: questa deve dimostrare, mediante prove dirette o indirette (anche attraverso indizi che integrino presunzioni semplici), la non-sostanzialità o la inesistenza delle operazioni; solo se l'Amministrazione adempie a tale onere il contribuente è chiamato a fornire elementi contrari. In mancanza di una prova sufficientemente fondata dell'Amministrazione, le scritture contabili e le fatture idonee a rappresentare il costo/IVA devono essere tenute in considerazione e il ricorso del contribuente deve essere accolto (ossia l'accertamento annullato o ridimensionato).

Norme richiamate

  • Codice Civile - onere della prova

    È richiamato il principio secondo cui l'onere della prova grava su chi afferma un fatto; la sentenza applica questo principio al rapporto contribuente/Amministrazione: l'Amministrazione che nega la validità di operazioni deve fornire la prova della fittizietà.

  • DPR 633/1972 (norme sull'IVA e sulla fatturazione)

    Le fatture e le scritture contabili, se regolari e idonee a rappresentare l'operazione, costituiscono prova rilevante ai fini del diritto alla detrazione dell'IVA; la loro mera esistenza non può essere semplicemente sovvertita senza che l'Amministrazione dia una valida dimostrazione contraria.

  • DPR 917/1986 (TUIR - norme sulla determinazione del reddito e deducibilità dei costi)

    Per la deducibilità dei costi è necessaria la prova della loro inerente natura e della relativa documentazione contabile; tuttavia la sentenza sottolinea che l'onere di provare l'inesistenza della prestazione grava sull'Amministrazione.

  • Normativa e prassi in materia di accertamento tributario

    È ammessa la prova indiretta e le presunzioni semplici da parte dell'Amministrazione per dimostrare la fittizietà, ma tali elementi devono essere logici e sufficientemente gravi, precisi e concordanti per sorreggere l'accertamento.

Massime di principio

  • L'onere della prova della fittizietà di operazioni fatturate grava sull'Amministrazione finanziaria; il contribuente non è tenuto a provare l'effettività dell'operazione salvo che l'Amministrazione abbia prima assolto il proprio onere probatorio.
  • Fatture e scritture contabili regolarmente tenute hanno pieno rilievo probatorio ai fini della deducibilità dei costi e della detrazione IVA; non possono essere disconosciute senza adeguata dimostrazione contraria.
  • L'Amministrazione può utilizzare sia prove dirette sia prove indirette (indizi, presunzioni semplici), ma queste ultime devono essere fondate, gravi, precisi e concordanti per sovvertire la documentazione contabile.
  • Se l'Amministrazione produce elementi indiziari che rendono probabile la fittizietà, il contribuente è allora chiamato a fornire elementi idonei a confutare tali indizi (inversione dell'onere probatorio solo dopo la prova iniziale dell'Amministrazione).
  • In pratica, negli accertamenti fiscali relativi a operazioni contestate è fondamentale per il contribuente conservare e produrre documentazione completa (contratti, consegne, corrispondenza, pagamenti tracciabili) perché possa efficacemente difendersi se l'Amministrazione formula indizi gravosi.

Testo integrale

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