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Sentenza

Sentenza del 11/08/2022 n. 24724 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La Distilleria impugnava gli atti impositivi per il mancato pagamento dell'imposta di fabbricazione sull'alcool etilico sottratto con un furto nel deposito fiscale; deduceva che il furto fosse equiparabile a caso fortuito/forza maggiore e quindi spettasse l'abbuono delle accise, richiamando anche disposizioni nazionali e direttive UE.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero delle finanze (competente è l'Agenzia delle dogane) e ha confermato il principio secondo cui il furto che determina lo svincolo irregolare dal regime sospensivo e l'immissione in consumo non dà diritto all'abbuono dell'imposta, salvo che non si provi la distruzione o la perdita irrimediabile (ossia l'impossibilità di utilizzare il prodotto come bene soggetto ad accisa). La Corte ha richiamato la giurisprudenza e l'interpretazione della Corte di giustizia che impongono una responsabilità oggettiva del depositario autorizzato per i rischi inerenti all'attività e ha escluso l'equiparazione automatica del furto alla forza maggiore/caso fortuito nella formulazione vigente all'epoca dei fatti.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (TUA), art. 4

    in caso di perdita o distruzione di prodotti che si trovano in regime sospensivo, è concesso l'abbuono dell'imposta quando il soggetto obbligato provi che la perdita o la distruzione dei prodotti è avvenuta per caso fortuito o per forza maggiore. I fatti compiuti da terzi non imputabili al soggetto passivo a titolo di dolo o colpa grave e quelli imputabili allo stesso soggetto passivo a titolo di colpa non grave sono equiparati al caso fortuito ed alla forza maggiore. Qualora, a seguito del verificarsi di reati ad opera di terzi, si instauri procedimento penale, la procedura di riscossione dei diritti di accisa resta sospesa sino a che non sia intervenuto il decreto di archiviazione o sentenza irrevocabile ai sensi dell'art. 648 c.p.p.. Ove non risulti il coinvolgimento nei fatti del soggetto passivo e siano individuati gli effettivi responsabili, o i medesimi siano ignoti, è concesso l'abbuono dell'imposta a favore del soggetto passivo e si procede all'eventuale recupero nei confronti dell'effettivo responsabile (...)

    L'abbuono è previsto solo per perdita o distruzione dovute a caso fortuito/forza maggiore; la norma non esonera dall'imposta quando lo svincolo dal regime sospensivo avviene per furto che comporta immissione in consumo, salvo prova di distruzione o perdita irrimediabile.

  • L. 21 settembre 2000, n. 342, art. 59

    Per i furti e le irregolarità nella circolazione dell'alcole nonchè dei tabacchi lavorati compiuti sino alla data di entrata in vigore della presente legge, ove l'azienda italiana garante risulti estranea al fatto criminoso, viene disposto lo sgravio dell'accisa.

    La disposizione riguarda esclusivamente il garante e non l'obbligato principale; non costituisce regola generale per l'abbuono in caso di furto dell'obbligato.

  • Direttiva del Consiglio 92/12/CEE del 12 febbraio 1992, art. 14

    Il depositario autorizzato beneficia di un abbuono d'imposta per le perdite verificatesi durante il regime sospensivo, imputabili a casi fortuiti o di forza maggiore e accertate dalle autorità di ciascuno Stato membro. Egli beneficia, inoltre, in regime sospensivo, di un abbuono d'imposta per le perdite inerenti alla natura dei prodotti avvenute durante il processo di fabbricazione e di lavorazione, il magazzinaggio e il trasporto. Ogni Stato membro fissa le condizioni alle quali tali abbuoni sono concessi.

    La direttiva consente abbuoni per perdite dovute a caso fortuito/forza maggiore ma lascia agli Stati membri fissare condizioni; l'interpretazione giurisprudenziale UE restringe l'abbuono alle perdite/distruzioni irrimediabili.

  • Direttiva 2008/118/CE e successive pronunce della Corte di giustizia

    La giurisprudenza UE interpreta le nozioni di forza maggiore/caso fortuito in senso che richiede perdita o distruzione tali da rendere i prodotti inutilizzabili come beni soggetti ad accisa; inoltre riconosce una responsabilità oggettiva del depositario autorizzato per i rischi inerenti all'attività.

  • Direttiva (UE) 2020/262, art. 6

    "La distruzione totale o la perdita irrimediabile... non è considerata immissione in consumo" e specifica che tali prodotti sono "inutilizzabili come prodotti sottoposti ad accisa".

    Chiarisce in modo definitivo che l'abbuono si applica solo quando la perdita/distruzione rende i prodotti inutilizzabili; norma applicabile temporalmente dopo i fatti del caso ma utile a definire l'orientamento interpretativo.

  • D.Lgs. n. 300/1999, art. 57 e D.M. 28 dicembre 2000, art. 1

    Hanno trasferito alle agenzie fiscali le competenze del Ministero dell'Economia e delle Finanze; perciò l'Agenzia delle dogane è il soggetto legittimato passivo competente.

  • Giurisprudenza della Corte di giustizia (esempi: C-81/15 Kapnoviomichania Karelia; C-95/19 Silcompa; C-154/16 Lattajas; C-314/06 SPMR; C-279/19 WR; C-494/04 Heintz van Landewijck)

    La Corte di giustizia ha affermato la responsabilità oggettiva del depositario autorizzato per i diritti d'accisa in caso di immissione in consumo dovuta a irregolarità e ha chiarito i limiti dell'abbuono per perdita/distruzione; alcune pronunce specificano condizioni e la nozione di forza maggiore.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater (introdotto dalla L. n. 228/2012)

    Prevede, in caso di rigetto del ricorso, l'eventuale obbligo del versamento di un contributo unificato aggiuntivo per il ricorrente; applicata dalla Corte nella decisione sulle spese.

Massime di principio

  • Il furto che comporta lo svincolo irregolare dal regime sospensivo e l'immissione in consumo non dà diritto automatico all'abbuono delle accise: l'abbuono è possibile solo se si prova la distruzione totale o la perdita irrimediabile del prodotto (impossibilità di utilizzarlo come bene soggetto ad accisa).
  • La responsabilità del depositario autorizzato è in larga misura di natura oggettiva per i diritti d'accisa derivanti dall'immissione in consumo; non rileva in termini esimenti la sola assenza di coinvolgimento nell'evento criminale, salvo specifiche previsioni (es. garanzie in favore di terzi garanti).
  • In situazioni similari, il contribuente deve documentare prontamente: denuncia penale, misure di sicurezza adottate, istruttoria sulle cause del furto, e soprattutto prove che attestino la distruzione o l'irrimediabilità della perdita per avere chances di ottenere l'abbuono.
  • Se il problema riguarda contrassegni fiscali sottratti prima dell'apposizione, occorre provare non solo la sottrazione ma anche la distruzione o l'impossibilità di riutilizzo dei contrassegni per impedire l'esigibilità delle accise.
  • Va verificata la normativa applicabile alla data dell'evento: l'interpretazione favorevole all'abbuono si è evoluta nel tempo con direttive e recepimenti successivi; pertanto, in casi anteriori a tali modifiche la giurisprudenza restrittiva può prevalere.
  • È consigliabile che l'operatore si premunisca con adeguate misure di prevenzione e assicurazione e conservi documentazione probatoria per dimostrare sia l'assenza di concorso doloso/colposa grave sia, se possibile, l'effettiva distruzione o inutilizzabilità del prodotto.

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