Ordinanza n. 184/2026 - Bologna, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del rilascio del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo
Esito
Favorevole al resistente (ministero e questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Bologna con cui le è stato negato il rilascio del permesso UE di lungo soggiorno ai sensi dell'art. 9 del d.lgs. 286/1998, chiedendone anche la sospensione cautelare. Il giudice ha esaminato i presupposti del periculum in mora e del fumus boni iuris. Quanto al periculum, la ricorrente lamentava presumibilmente il pregiudizio derivante dal diniego, ma il provvedimento impugnato precisava espressamente che le sarebbe stato comunque rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Quanto al fumus, le censure sono state ritenute, in questa fase sommaria, prive di apparenti profili di fondatezza, poiché la ricorrente non considerava che la richiesta di rinnovo del precedente titolo per motivi di studio era stata respinta con atto espresso nel 2021 e che il permesso per protezione speciale era stato ottenuto soltanto il 27 aprile 2023. Pertanto, alla data di presentazione della domanda, non risultava integrato il requisito del possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha escluso il periculum in mora, rilevando che alla ricorrente sarebbe stato comunque rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Ha inoltre ritenuto non assistite da adeguato fumus le censure, in quanto, secondo una valutazione sommaria, non risultava maturato il requisito quinquennale previsto per il permesso UE di lungo soggiorno: il titolo per motivi di studio era stato espressamente negato nel 2021 e il permesso per protezione speciale era stato rilasciato solo il 27 aprile 2023. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 9, comma 1, d.lgs. 286/1998
da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità
Il possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità costituisce presupposto per il rilascio del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo; nel caso esaminato, il requisito non appariva maturato alla data della domanda.
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata alla luce dei presupposti del periculum in mora e del fumus boni iuris.
Massime di principio
- In sede cautelare, il periculum in mora può essere escluso quando il diniego del titolo richiesto non priva lo straniero di ogni posizione di soggiorno, poiché l'amministrazione ha previsto il rilascio di un diverso permesso di soggiorno idoneo a regolarizzarne la permanenza.
- Il requisito del possesso quinquennale di un permesso di soggiorno in corso di validità per il rilascio del permesso UE di lungo periodo deve risultare integrato alla data di presentazione della domanda.
- Ai fini del requisito quinquennale, non è sufficiente richiamare periodi di soggiorno non coperti da un titolo valido quando il precedente permesso sia stato oggetto di un diniego espresso e il successivo titolo sia stato rilasciato soltanto in una data successiva.
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