Cassazione Penale, Sentenza n. 06750/2026 del 19/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La BUONO, terza interessata e figlia della condannata DI MEGLIO Carmela, ha impugnato l'ordinanza che ha rigettato la sua istanza di revoca dell'ordine di demolizione relativo a un manufatto abusivo. Ha contestato la mancata valutazione della proporzionalità della demolizione rispetto alla sua situazione abitativa e familiare, lamentando motivazione apparente e travisamento dei fatti (in particolare circa l'entità delle somme depositate su conto cointestato e la conoscenza da parte sua dell'abusività dell'immobile). Ha poi richiamato precedenti nazionali e sentenze della Corte EDU sul bilanciamento tra diritto alla casa e interesse pubblico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il manufatto fosse rimasto inutilmente inadempiuto rispetto all'ordine di demolizione, con conseguente acquisizione dell'opera al patrimonio comunale, e quindi venuto meno l'interesse della ricorrente alla revoca/sospensione. Ha giudicato fondata e non apparente la motivazione del Tribunale in ordine alla proporzionalità, valorizzando le notifiche ricevute dalla ricorrente (1996 per conto della madre e 2015 personalmente), la residenza nell'immobile dal 2001, l'assenza di prove puntuali sulla precarietà economica e sulle condizioni di salute incompatibili con il trasferimento, e l'inerzia prolungata. Ha inoltre ritenuto inammissibile il motivo relativo ai movimenti bancari per difetto di autosufficienza probatoria nel ricorso. Condanna la ricorrente alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
I. n. 47 del 1985, art. 20, lett. c)
Norma richiamata come fattispecie di reato edilizio alla base della sentenza di condanna che ha disposto l'ordine di demolizione; la sua violazione ha legittimato l'ordine esecutivo e le successive azioni amministrative e giudiziarie.
Costituzione, artt. 2 e 3
Richiamati in relazione al diritto all'abitazione e al bilanciamento con altri valori costituzionali (sviluppo del territorio e tutela ambientale): tali diritti non sono assoluti e possono essere contemperati secondo criteri di necessità, sufficienza e proporzionalità.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 8
Il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU) impone un controllo di proporzionalità dell'ordine di demolizione quando l'immobile costituisce unica abitazione familiare; tuttavia la Corte ha precisato che chi invoca tale tutela deve allegare fatti precisi e documenti a sostegno.
Giurisprudenza nazionale e sovranazionale (es. sentenze Corte EDU Ivanova e Cherkezov; Kaminskas; Cassazione Sez. 3 Esposito, Tantillo, Ferrante, Ligorio)
La giurisprudenza stabilisce che il principio di proporzionalità opera nella fase esecutiva dell'ordine di demolizione, ma l'onere probatorio spetta a chi intende bloccarne l'esecuzione: le allegazioni devono essere puntuali e documentate; inoltre, dopo l'inutile decorso del termine per l'esecuzione, l'opera può entrare nel patrimonio comunale e perdere efficacia l'interesse alla revoca.
Massime di principio
- Se l'opera abusiva non viene demolita nel termine assegnato al condannato e il Comune l'acquisisce nel suo patrimonio, il terzo interessato ha limitate possibilità di ottenere la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione.
- Chi invoca la violazione del principio di proporzionalità deve allegare fatti chiari, specifici e documentati (condizioni economiche, stato di salute, mancanza di alternative abitative) e non può fare affidamento su deduzioni generiche.
- La conoscenza o la ricezione di notifiche relative all'ordine di demolizione (anche se inizialmente per conto di altri) riducono la possibilità di ottenere tutela eccependo sorpresa o inconsapevolezza successive.
- In sede di ricorso per cassazione il principio di autosufficienza impone di trascrivere e allegare agli atti le prove richiamate; le censure meramente 'labiali' o non documentate sono inammissibili.
- Il diritto all'abitazione (art. 8 CEDU e principi costituzionali) va bilanciato con l'interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi: non costituisce un diritto assoluto a mantenere un manufatto abusivo.
- Se si contestano dati economici o bancari, occorre produrre documentazione integrale e puntuale nel grado procedurale in cui si deduce l'errore; altrimenti la censura viene respinta per genericità.
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