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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34571/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Amato impugnava il provvedimento del Magistrato di sorveglianza che aveva escluso la natura giurisdizionale del suo reclamo e, nel merito, lo aveva respinto. Il reclamo riguardava il diniego da parte dell'Amministrazione penitenziaria della possibilità, per un detenuto sottoposto al regime 41-bis, di sintonizzarsi su ulteriori canali televisivi (in particolare il canale TV8 del digitale terrestre) oltre a quelli indicati nella Circolare dipartimentale 2 ottobre 2017. Il ricorrente denunciava violazione del diritto di informazione e discriminazione, nonché che la riqualificazione del reclamo da parte del giudice avesse leso il diritto di difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto fuori dei casi consentiti dalla legge processuale. Ha ritenuto corretta la qualificazione operata dal magistrato di sorveglianza del reclamo come generico, attinente alle modalità tecniche/organizzative della fruizione televisiva e non a una situazione soggettiva di rango costituzionale suscettibile di tutela giurisdizionale. Ha quindi confermato che la materia delle modalità di accesso ai canali rientra nella discrezionalità amministrativa e non lede il diritto costituzionale all'informazione, garantito dall'accesso alla stampa periodica e dall'offerta televisiva autorizzata. In conseguenza della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario), artt. 35 e 35-bis

    L'articolato consente al magistrato di sorveglianza di qualificare il reclamo del detenuto; i reclami che riguardano situazioni non riconducibili a posizioni soggettive tutelate devono essere qualificati come reclami generici ai sensi dell'art. 35 e, se generici, non sono soggetti a tutela giurisdizionale

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario), art. 41-bis

    Il regime differenziato 41-bis autorizza restrizioni organizzative finalizzate alla sicurezza e gestione detentiva; l'esercizio pratico del diritto all'informazione può essere modulato dall'Amministrazione nell'ambito delle necessarie misure di sicurezza

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario), art. 69, comma 6, lett. b

    Rilevanza delle posizioni soggettive: il magistrato deve verificare se la pretesa dedotta corrisponda a una situazione di diritto soggettivo rilevabile ai fini della tutela giurisdizionale

  • Codice di procedura penale, art. 568, comma 5

    Prevede la conversione dell'atto di impugnazione in ricorso per cassazione quando ricorrono le condizioni; citato per la modalità processuale con cui il reclamo è stato portato in Cassazione

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Dispone le conseguenze economiche della declaratoria di inammissibilità, con condanna alle spese e possibilità di corresponsione di somma alla Cassa delle ammende

  • Costituzione, art. 21

    Riferimento al diritto di manifestare il proprio pensiero e al pluralismo dell'informazione; la Corte valuta che il diritto all'informazione, seppure costituzionale, non è automaticamente leso dalle scelte tecniche dell'Amministrazione sulle modalità di ricezione televisiva

  • Circolare dipartimentale 2 ottobre 2017

    Atto amministrativo che disciplina l'organizzazione del circuito televisivo detentivo; la regolazione contenuta nella circolare rientra nella discrezionalità tecnico-organizzativa dell'Amministrazione

Massime di principio

  • Se il reclamo del detenuto riguarda modalità tecniche o organizzative (es. quali canali televisivi siano disponibili), il magistrato di sorveglianza può qualificare il reclamo come generico: in tal caso non sussiste tutela giurisdizionale e il provvedimento è inammissibile in sede di appello o cassazione
  • Per ottenere tutela giurisdizionale il detenuto deve dedurre la lesione di una specifica posizione soggettiva riconducibile a norma che attribuisca un diritto oppositivo all'Amministrazione; mere lamentele sulle modalità di esercizio di un diritto costituzionale (es. pluralismo informativo) possono essere insussistenti
  • Il magistrato di sorveglianza ha l'obbligo preliminare di qualificare correttamente lo strumento giuridico azionato; la riqualificazione del reclamo operata dal giudice non è necessariamente illegittima, purché motivata e conforme alle regole processuali
  • Le restrizioni inerenti al regime 41-bis possono essere giustificate da esigenze di sicurezza e organizzazione; dovendo bilanciare diritti e sicurezza, le scelte amministrative sulle modalità di fruizione dell'informazione in carcere hanno un ampio margine di discrezionalità
  • Attenzione alle conseguenze procedurali: impugnazioni inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni economiche (somma alla Cassa delle ammende), quindi è opportuno verificare preliminarmente la rilevanza giurisdizionale della pretesa prima di procedere

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