Cassazione Penale, Sentenza n. 3/2022 del 03/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Fallea è stato condannato dal Tribunale di Agrigento per aver detenuto tre esemplari vivi di Carduelis carduelis (cardellino) privi di anello identificativo e documentazione, reato ricondotto all'art. 30, comma 1, lett. b) della legge 157/1992 (originariamente contestato art. 648 c.p.). Impugnò la sentenza in Cassazione sollevando quattro censure: 1) carenza dell'elemento soggettivo perché avrebbe acquistato gli uccelli in una fiera con rassicurazioni e certificati del venditore; 2) omissione di valutazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 3) mancato riconoscimento pieno delle attenuanti generiche e affermazione errata della misura della pena; 4) diniego della sospensione condizionale della pena sulla base di un precedente, ritenuto non ostativo perché non eccede i limiti previsti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. Ha dichiarato inammissibile il primo motivo (mancanza di specificità e onere probatorio a carico del detenente per dimostrare la legittima provenienza degli esemplari) e infondato il motivo relativo alla determinazione della pena (la valutazione delle attenuanti e la diminuzione per il rito sono rimaste entro la discrezionalità apprezzabile). Ha invece annullato la sentenza limitatamente alla mancata pronuncia sulla non punibilità ex art. 131-bis c.p. e alla motivazione incompleta in ordine al diniego della sospensione condizionale della pena, rinviando al Tribunale di Agrigento per nuovo giudizio su questi due profili. L'affermazione di responsabilità penale sul fatto è divenuta definitiva; rimangono da decidere solo le questioni sul trattamento sanzionatorio e sui benefici.
Norme richiamate
Legge n.157 del 1992, art. 30, comma 1, lett. b)
Norma impiegata per la ricostruzione del reato di detenzione di esemplari di fauna particolarmente protetta (determinazione della responsabilità penale per detenzione senza documentazione/identificazione).
Codice penale, art. 648
Norma originariamente richiamata nell'imputazione; la fattispecie è stata però riqualificata alla normativa speciale (legge 157/1992).
Legge n.157 del 1992, art. 21, comma 1, lett. e)
Richiamata per affermare il principio che vige il divieto di detenzione di esemplari di fauna selvatica e che l'onere di provare la lecita provenienza dell'esemplare grava sul detentore.
Codice penale, art. 131-bis
Prevede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha rilevato che il Tribunale non ha motivato sulla richiesta formulata dalla difesa e ha quindi annullato e rinviato per valutare tale profilo.
Codice di procedura penale, art. 624
Richiamato per affermare che l'accertamento della responsabilità penale sul fatto è ormai definitivo e che restano pendenti solo questioni relative al trattamento sanzionatorio.
Massime di principio
- L'onere di provare la lecita provenienza di esemplari di fauna selvatica detenuti grava sul detentore: mere rassicurazioni del venditore senza elementi documentali non sono sufficienti.
- Se la difesa eccepisce la non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), il giudice di merito deve esaminare e motivare espressamente sulla questione; l'omissione può determinare annullamento e rinvio.
- La discrezionalità del giudice di merito nell'applicazione delle attenuanti generiche e nella determinazione della pena è sindacabile in Cassazione solo se esercitata in termini illegali o manifestamente irrazionali.
- Il riconoscimento della sospensione condizionale della pena non può essere escluso automaticamente a causa di un precedente: il giudice deve verificare se, anche sommando pene sospese precedenti, vengano superati i limiti legali che impediscono il beneficio e motivare compiutamente la decisione.
- Se la motivazione del giudice è lacunosa su profili decisivi (es. benefici o cause di non punibilità), la Corte di Cassazione tende ad annullare e rinviare perché il giudice di merito completi la valutazione.
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