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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01542/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce dall’apposizione, da parte di un responsabile dell’assistenza fiscale di un CAF, del visto di conformità su un modello 730 relativo a spese per recupero del patrimonio edilizio. A seguito del controllo formale della dichiarazione del contribuente, l’Amministrazione ha ritenuto infedele il visto e ha formato il ruolo nei confronti del RAF per il pagamento di imposta, sanzioni e interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente; l’agente della riscossione ha quindi notificato la cartella. In primo grado il ricorso del contribuente è stato accolto e in appello è stato confermato l’annullamento della cartella per incompetenza dell’ufficio che aveva proceduto. Con il ricorso per cassazione l’Agenzia deduceva violazione dell’art. 39, comma 2, d.lgs. 241/1997, dell’art. 31, comma 2, d.P.R. 600/1973 e dell’art. 26 d.m. 164/1999, sostenendo che, in assenza di un formale atto di contestazione e irrogazione sanzioni, dovessero applicarsi le regole ordinarie di competenza dell’ufficio che controlla la dichiarazione del contribuente, e non la competenza della direzione regionale del domicilio fiscale del trasgressore. Il contribuente resisteva e proponeva ricorso incidentale condizionato per violazione dell’art. 2909 c.c., deducendo il giudicato esterno formatosi in altri giudizi tra le stesse parti, nei quali era stata dichiarata la nullità di atti analoghi per incompetenza dell’ufficio procedente.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso principale dell’Agenzia, ritenendo infondato il motivo sulla competenza dell’ufficio. Ha affermato continuità con il principio già espresso in giurisprudenza secondo cui, per le somme richieste al RAF che abbia rilasciato un visto infedele su dichiarazione 730, la competenza all’iscrizione a ruolo appartiene alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate individuata in base al domicilio fiscale del trasgressore; tale competenza non è derogabile e l’atto formato da ufficio incompetente è illegittimo. Per effetto del rigetto del ricorso principale, il ricorso incidentale condizionato è rimasto assorbito. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate per la novità della questione all’epoca della proposizione del ricorso e per la successiva formazione dell’orientamento di legittimità. È stato inoltre escluso l’addebito del contributo unificato alla parte soccombente, trattandosi di amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito.

Norme richiamate

  • art. 36-ter d.lgs. n. 600 del 1973

    richiamato come base del controllo formale della dichiarazione del contribuente e del recupero delle somme correlate all’esito del controllo

  • art. 39 d.lgs. n. 241 del 1997

    comma 1, lett. a); comma 2

    per il visto infedele su dichiarazione 730, la responsabilità del RAF ha anche funzione punitiva; la competenza all’iscrizione a ruolo spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del trasgressore e non può essere derogata

  • art. 31, comma 2, d.P.R. n. 600 del 1973

    La competenza spetta all'ufficio distrettuale nella cui circoscrizione è il soggetto obbligato alla dichiarazione

    invocato dall’Agenzia per sostenere la competenza dell’ufficio che controlla la dichiarazione, ma ritenuto non decisivo rispetto alla disciplina speciale dell’art. 39, comma 2, d.lgs. 241/1997

  • art. 26 d.m. n. 164 del 1999

    prevede la comunicazione telematica dell’esito del controllo al CAF e al RAF/professionista con indicazione dei motivi della rettifica

  • art. 39, comma 1-bis, d.lgs. n. 241 del 1997

    le disposizioni del d.lgs. n. 472 del 1997 si applicano nei limiti della compatibilità

  • art. 16 d.lgs. n. 472 del 1997

    richiamato per escludere che nel caso concreto fosse stato emesso un atto formale di contestazione delle sanzioni

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    base per la trattazione in camera di consiglio

  • artt. 175 e 127 c.p.c.

    richiamati per giustificare la mancata rinnovazione della notificazione all’intimata, in presenza di un ricorso prima facie infondato

  • art. 2909 c.c.

    invocato nel ricorso incidentale condizionato per far valere il giudicato esterno

Massime di principio

  • Nei casi di visto di conformità infedele relativo a dichiarazioni presentate con modello 730, la disciplina speciale dell’art. 39 d.lgs. 241/1997 prevale sulle regole generali di competenza degli uffici finanziari, e la competenza all’iscrizione a ruolo appartiene alla direzione regionale individuata in base al domicilio fiscale del trasgressore.
  • La responsabilità del soggetto che rilascia un visto di conformità infedele non ha soltanto funzione restitutoria o risarcitoria, ma anche funzione sanzionatoria/deterrente; per questo l’atto formato da un ufficio territorialmente incompetente è illegittimo.
  • Quando il motivo di ricorso è manifestamente infondato, il giudice di legittimità può evitare attività processuali superflue, come la rinnovazione della notifica a un intimato, in ossequio al principio di ragionevole durata del processo.
  • Il ricorso incidentale condizionato resta assorbito se il ricorso principale viene rigettato e la statuizione impugnata non viene cassata.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioProve
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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